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Capo redattore di Casabella negli anni 65/75
lo vediamo in copertina
nel gruppo della global tools,
ancora in copertina
con la città in bottiglia…
sono sorprendenti le sue letture
sulle opere di
Mangiarotti, Mies, Baldasseri, Foster ass.
Moretti, Pagliara, Daneri, Venturi, Moore…
vere e proprie lezioni di architettura
tra teoria e progetto
ma non solo
aperture su temi
di riflessione sottolineate anche da
interviste ed inchieste
(Stockhausen, Ulm suoni e rumori nella città).
Condirettore della collana
Palazzo di Cristallo,
collabora a Domus e Modo,
consulente a Spazio & Società
e autore con una riscoperta
di Villa Adriana,
un Dossier su Genova…
Professore all'ILAU&D e
alla Facoltà di Genova.
La sua produzione presentata
cinque anni fa
in una mostra a Savona
con relativo catalogo
raccoglieva
trentanni (65/95)
tra progetti e realizzazioni
dal design al disegno urbano.
Quella mostra organizzata in merito
ad un seminario di progettazione
riconosceva così anche
un valore al lavoro
di un
gentile, discreto,
raffinato intellettuale…
Oggi come ieri
Enrico D. Bona è uno straordinario docente,
un guru, le sue lezioni sono seguite da
un folto pubblico, riesce a catturare
attraverso il racconto dei suoi viaggi,
registrati in diapositive,
che descrive con attenzione sottolineandone
gli aspetti innovati di parti, giunti, temi…
a tempo di jazz.
La ricerca sperimentale viene riversata
dalla propria produzione progettuale
alle tesi di laurea.
Negli ultimi sette anni
i suoi corsi e le sue tesi
raggiungono livelli eccezionali, attraverso
la partecipazione a
concorsi banditi per studenti, tanto da essere
riconosciuti a livello internazionale e premiati.
Il suo fare, il suo pensare l'architettura
non è ascrivibile in una tendenza o un'area
stilistica ed è questa la forza di Bona
che lo distingue facendo scuola .....
m'intriga
e mi fa intravedere la dimensione del laboratorio
artigianale, dell'alternare lo scrivere al disegnare,
di un travaso costante e continuo tra i due mondi.
Facendo questo con tranquilla continuità ha generato
una forte scuola, un riferimento solido per i giovani.
I suoi ultimi lavori , dopo lo Spreebogen e il Galliera,
di grande rilievo segnano un passaggio al disegno urbano:
dall'Albergo dei Poveri alla sistemazione di
un'area del Porto Antico di Genova, che dimostrano
l'abilità di lavorare a scale differenti, con segni
semplici e sempre lucidi, contenuti
in un forte spirito innovativo.
L'elaborazione teorica che accompagna
ogni progetto non è di così facile
decodificazione, anzi molto spesso è
trattenuta dal solo segno…che vuol parlare…
la curva, l'onda, la diagonale…
fessure, giunti, distacchi, rotazioni,
questo ricco lavoro si può capire ascoltando
una sua lezione, un suo intervento,
leggere un suo testo,
la complessità delle costellazioni
che mette in gioco
alimenta il patrimonio delle trasparenze,
e velo dopo velo si raccolgono con leggerezza
le stratificate strutture profonde del progetto.
Le opere di Bona si propongono come segni,
lontani dal mondo delle figure,
eppure ruotano e ritornano come tali ad una
attenta messa a fuoco,
come in una storia degli ideogrammi,
come sineddoche.
E' difficile descrivere un'opera o il lavoro
di E.D.B. proprio perché esclude la narrazione,
ed esclude lo strumento della parola, per lui
(come in altri casi del contemporaneo)
bisogna adottare strumenti che la critica
non ha ancora usato, lo smontaggio
figurativo, la ricostruzione geometrica,
i passaggi preliminari, il processo come progetto…
è un nuovo modo di capire e di dire
anche con il disegno
-così come si è avvicendata la complessa
storia di casa Malaparte o alcuni primi tentativi critici di Melis-
credo che valga la pena di rivisitare
i sentieri tracciati da Enrico .
B.D.B.
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