PAESAGGI 

STANZE 
rubrica 
di 
BRUNETTO DE BATTE' 

diciannovesimo
numero

 

CORRIDOI 

ASPETTANDO CHE 
UNA PORTA SI SCHIUDA 
Viaggiando in treno si può abitare 
lo spazio dello scorrimento, 
per l'appunto il tempo del corridoio... 
lì c'è il verosimile scandire dei fusi orari, 
fuori il ritmo della vita dei luoghi attraversati... 
e la punta del naso che sfiora 
il freddo vetro del finestrino tamburellante 
che ritma lo scorrere del tempo 
dell'andare sulle rotaie.. 
ma alle spalle il continuo passeggio e 
ciacolanti salottini incalzano storie diverse ... 
che corrispondono ad un corridietro del corrivare... 
Ma per chi sta nel corridore 
è l'osservato grande osservatore ... 
e l'immaginario del percepire s'incaglia 
aspettando che una porta si schiuda. 
Appunto stando sul treno si può ricordare 
la lettera d'incarico a Gianluigi Pieruzzi 
e contemporaneamente 
la copertina 
di Casabella n. 407 
disegnata da Max Peintner... 
Cosa dire di un tema d'architettura 
che trattiene tutta l'energia del 
VESTIBOLO?! 
Asplund ribalta l'abitare nel moderno 
pur stando nella tradizione 
proprio attraverso il camminamento 
verso le stanze, 
Francesco Venezia propone il suo remoto rifugio 
ribadendo il LABIRINTO... 
Comunque è il LUOGO DELL'ATTESA, 
il corridoio 
giunto distributo 
che diviene luogo MAGICO per eccellenza 
dove le tensioni dello spazio convergono in una sorta di parafulmine... 
allora affiorano i collage di Max Ernest, 
le poetiche suggestioni di Hejduk accanto al Portaluppi, 
i misteri di Paul Delvaux e di Luca Quartana, 
le passeggiate interne proposte da 
Siza, Dardi, Grassi, Vito Acconci… 
La soluzione telescopica intrecciata 
riproduce lo spazio dell'abitare 
come il Laboratorio DS 
scopre nel '8O e Holl ribadisce in Lotus nel '9O. 

L'infilata prospettica di De Feo 
pone la questione dello spazio virtuale 
attraverso il gioco degli specchi, introducendo 
l'enigma della duplicità nella sua proiezione infinita... 
il colpo d'occhio avverte il soffio del vorticoso buco nero. 

L'esperienza limite di Jean Pierre Raynaud 
nella dimora parigina 
ribalta in negativo la Merzbau 
oscillando tra presenza ed assenza. 

Il catalogo pittoresco tracciato da Arduino Cantafora 
trattiene in modo anglosassone la tradizione 
di un mondo milanese fatto di stanze metafisiche 
e gelidi corridoi... ma è attorno alla SOGLIA 
il mirabolante argomentare del progetto pittorico 
...il sospiro della sorpresa, la tensione dell'ignoto e della 
scoperta. 

Sono sicuro che il corridoio più di ogni altra stanza 
è il luogo dell'esperienza... 
E' così che, nel breve o disteso tratto del percorso , 
i nostri sensi sono chiamati 
in modo animalesco a percepire il sensibile 
remoto e a determinare geometrie e coordinate 
di riferimento per capire lo spazio 
anche dietro le porte... l 'intuito è sollecitato 
in tutta la sua estensione ed il corpo tende 
ad espandersi per percepire ogni segno... 
come cani si fiuta l'aria e le papille 
salivano per trattenere ogni sapore 
dell'ambiente... ogni rumore è una ragionata 
catalogazione di oggetti che non si vedono 
e si sommano a tutti quelli esposti lì.... 
Per certi versi raggiunge 
,in una dimensione onirica, il pensatoio... 
ANTICAMERA... 
ANDITO 
COLADERO 
GANG... 
CORRIDOR 

Barbara Radice lo intravede 
come il luogo del caos ordinato…. 

In parte s'innesta la "teoria delle corrispondenze", 
direi il luogo delle grandi emozioni 
vissute come in un lampo 
ma che segnano nel ricordo 
il luogo e l'evento... 

Val bene la lettura di Hervé Jaquen 
"Le dodici stanze di Monsieur Hannibal" 
assieme 
al cantaforiano 
"Quindici stanze per una casa" 
per rimanere in tema 


a conclusione sottolineo la 
frase di Arduino 
"…chi ha pensato di farmi immaginare un corridoio, 
è stato veramente cortese, 
o meglio, 
conosce il mondo dei miei riferimenti…" 
B.D.B