PAESAGGI 

STANZE 
rubrica 
di 
BRUNETTO DE BATTE' 

ventunesimo
numero

 

CITTA' 
DI 
MARE 

ALCHIMIE 
A fine maggio sarà proclamato il progetto vincitore del concorso internazionale 
per il nuovo Ponte Parodi. 
Stiamo parlando di Genova, del rinnovamento del suo porto antico che a poco a poco 
diventa una vera estensione della città. 
Dopo il piano di coordinamento, avvenuto sotto la guida di Boeri/Bona con Solà Morales, 
Secchi e Koolhaas, ha introdotto il concorso giustificando una prima fase di trasformazione a completamento del primo progetto innovativo di Renzo Piano consegnato alla città nel '92 . 
Ma ritornando al concorso, quattro sono i progetti rimasti in lizza col fine di ridisegnare il cuore del waterfront. 
Il più rivoluzionario proposto dallo studio OMA-BOERI à quello che cattura subito come immagine, così viene spiegato : " Abbiamo pensato ad un progetto che diventi il nuovo simbolo di Genova sviluppando una visione costruttiva dal nulla qualcosa che attiri senza creare nuovi volumi. Dalla sottrazione è nata l'idea dell'isola Parodi: una passeggiata belvedere sui doppi muri perimetrali, larghi otto metri, al cui interno potranno essere ospitati servizi e attività commerciali. La piazza sarà scavata a 10 metri di profondità e il collegamento fra il terminal e la terra sarà subacqueo. Abbiamo fatto test, non è un'idea irrealistica". 
Lo studio DE CARLO si contrappone proponendo una riconversione sui volumi preesistenti, sottolinea "crediamo che sia possibile sfruttare la presenza possente del silos granaio , che è ricco di articolazioni spaziali e la sua preziosa torre panoramica : ne "potiamo" i cilindri e riorganizziamo l'interno come una concatenazione di spazi aperti. Sono previsti parcheggi su tre livelli per 850 posti e un raccordo veicolare che parte dalla stazione principe della metropolitana. Le navi da crociera attraccheranno sul lato di ponente di Ponte Parodi. Ci saranno anche un eliporto e l'approdo per un dirigibile". 
La nostra proposta - avanza spiegando BEN VAN BERKEL - punta su una piazza "tridimensionale" a piani sovrapposti, sintesi fra l'elemento mobile del mare e la consistenza del paesaggio, con un parcheggio sotterraneo e spazi multifunzioni fra questo e il tetto, sul quale le persone potranno camminare e potranno essere svolte attività. Un ponte "leggero", apribile, collegherà al porto antico ed è previsto un sistema di accessi dal centro e dal terminal crociere. Il progetto è realizzabile per fasi, partendo dal parcheggio e dal ponte". 
La nostra idea - dice Alejandro del Gruppo FOA - è rendere disponibile per Genova un grande spazio pubblico per una molteplicità di attività ed eventi, che permette alla città di estendersi verso il mare, per dare ventilazione e luce agli spazi interni sotto la piattaforma. La torre, che si richiama alla tradizione, compensa lo spazio orizzontale e consente di inserire le attività che servono a sostenere economicamente il progetto" . 
La condizione delle idee allo stato nascente formulano quattro ipotesi di città, due legate ad una tradizione abbastanza retrò le altre due di taglio innovativo… come OMA/BOERI e lo studio 
DE CARLO. 
Questi progetti impostano la marcia del modernismo il primo (OMA/B) fatto di luoghi ubiqui eterotopici, proprio nello spirito degli OMA NY , la città di zattere e di spazi silenti ritagliati in vesti 
figurative nord europee; il secondo (GDC) pur partendo dalla preesistenza rimessa in gioco ribadisce il metodo del progetto nell'esistente come condizione matrice convertendo con tagli e ritagli ad un sistema complesso di multi -stazione che nell'immaginario collettivo ricalca le straordinarie invenzioni di Renzo Picasso. 
Gli altri ultimi progetti si inseriscono adoperandosi sul concetto di stratificazione sovrapponendo piani per recuperare quelle complessità ritrovate nella città consolidata, certo che questa loro strategia di forma in una possibile verifica di consenso di scelta finale per chi vuole sostenere il ruolo conservatore nella più comprensiva continuità di non rinnovamento e privi d'immagine questi ne garantiscono l'ultima spiaggia. 

Allora c'è da chiedersi se il concorso è uno strumento lecito e non è meglio uno più ristretto ad inviti. 
Possibile che oggi come oggi un committente non si ponga le responsabilità di scelta. 
Di dare un segno alla città, possibile che bisogna avere il freno a mano teso per ogni decisione. 
Pensiamo allo spreco d'energie dove la ricompensa è d'ingrassare il proprio curriculum per aver partecipato alla prima, seconda fase poi di arrivare secondi oppure primi ma senza realizzazione. 
Ricordo un film underground "NON SI UCCIDONO COSI' I CAVALLI" questa gara di ballo a resistenza non ha senso. 
L'Italia sta perdendo buone occasioni di progetti non realizzati ma possiamo sperare qui a Genova 
che non accada. 
L'alchimia del caso produce riflessioni ancora su come lo spazio urbano oggi è in profonda modificazione ed ancora più la realtà e le nuove generazioni producono definizioni qualitative ancor prima e meglio degli architetti. 
Allora và posta ancor prima la questione se il committente vuole comunicare o cosa vuole dire con 
l'aggregazione di "nuovi spazi" per la città. 
Questa domanda sorge qui in questo ma non solo… è questione di non inseguire più il volo isterico 
della monumentalità, sappiamo che le nostre cose sono caduche, temporali… l'eterno non ci compete….cerchiamo di essere allegri e pensare a spazi vitali , non funesti. 



ventunesimo + 1
concorso internazionale ponte parodi 
SU CURRICULUM 
GENOVA 2000/2001 

Arup
BERGERPARKKINEN
Chipperfi
Ciamarra
Cuccinella
De Carlo
De Carlo
De Carlo
Grafensteiner&Camezind
Mvrdv
Oma Boeri
Oma Boeri
Perrault
Sibilla&Hopkins
Snozzi
Tschumi
Tsiomisi, Baldo, De Cola
Gruppo FOA
Gruppo FOA
Vanberkel
Vanberkel