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Ogni tanto fa bene abbandonare il presente e visitare la storia
immergersi in un viaggio possibile dove
a colpo d'occhio si può avere il senso e la grandezza delle corti
dei programmi culturali e le relazioni con il mondo
Genova propone una mostra di straordinario interesse
a Palazzo Ducale
un corridoio caricato di sequenze
che coinvolgono e riportano
sin dai primi passi nell'immaginario
di paesaggi e stanze che hanno
fatto storia
la nostra storia
ed hanno generato a loro volta
alte espressioni d'arte.
Gli itinerari dell'immaginario
suggeriti dagli organizzatori
si dipanano dai racconti o brevi note
agli appunti o schizzi
di alcuni stranieri in viaggio per l' Italia
…ma la mostra si è maturata
strada facendo in
un corteo magico…
un viaggio attraverso il nostro Bel Paese
dal '500 al '900
emozioni riproposte da documenti
ed appunti
dei loro incontri con la vita e l'arte delle città
alla firma
di Montaigne, Rubens, Monteaquieu, Winckelmann, Goethe,
Chateaubriand, Stendal, Schelley, Dickens, James Browning, Proust…
intarsiate a mosaico
con i capolavori
del Bronzino, Canova, Caravaggio, Carracci,
Correggio, Corot, Domenichino,
Dossi, Giorgione, Hackert, Ingres,
Kauffmann, Leonardo, Pannini, Parmigianino,
Raffaello, Reni, Sargent, Tintoretto, Van Dyck, Veronese,
Tiziano , Turner, Watteau…
ma non solo
edizioni preziose di prima tiratura
dall'Alberti, Tasso, Boccaccio, al Rubens con i Palazzi
di Genova
- La sequenza è tematizzata in 14 stazioni
le corti Italiane
Firenze, Ferrara, Mantova, Roma,
Genova, Urbino, Milano, Venezia
- Montaigne a Firenze e Roma
- Rubens a Mantova e Genova
- Montesquieu a Torino, Milano e Bologna
- Winckelmann e Roma
- Goya in Italia
- Goethe a Roma, Napoli e in Sicilia
- Chateaubriand a Roma
- Stendahal a Napoli
- Shelley, Byron, Dickens, Flaubert in Liguria
- Tuner e l'Italia
- James e Browning a Firenze
- Proust a Venezia
Una mostra che fa riflettere sui viaggi
sul tempo e la lentezza di assaporare
ciò che si vive viaggiando
una mostra che mette in luce una città
come Genova al centro dopo un periodo dimenticato
e soprattutto ad un ripensamento
sul modo di viaggiare
Oggi si consuma sciupando troppo
persino il paesaggio
pensiamo alle nostre coste
e all'abbandono dell'interno…
vorrei fissare l'immagine del nostro
Bel Paese con le parole di Dickens
"… è un luogo che non si finisce mai di conoscere…
sembra che ci sia sempre qualche cosa da scoprirvi…
per andare a passeggio, ci sono sentieri e i viottoli
più straordinari: vi potete perder la strada venti volte al giorno…"
Il mare nostrum ci torna come immagine
è nostro dovere riconsegnare al mondo
questa straordinaria meraviglia costruita
nel tempo
Varrebbe la pena, dopo le ricognizioni dei Dossier di
Spazio & Società e gli itinerari di Domus
oltre le guide de la Bella Italia,
Varrebbe la pena di registrare
il nostro paesaggio nella sua tramutazione
e non nel ritaglio museografico da turisti
BDB
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