PAESAGGI 

STANZE 
rubrica 
di 
BRUNETTO DE BATTE' 

ventiseiesimo
numero

 

ALLOTROPOTIPOLOGIE

TIPI E TIPOLOGIE 
Nel numero 54 della rivista Area è comparso un piccolo saggio 
apparentemente anonimo, perché solo in indice compariva l'autore 
Aldo De Poli, in queste considerazioni che si riassumono in quattro 
possibili tesi sta' la straordinaria riflessione sull'edificio pubblico. 

Grande studioso il De Poli sa come raggiungere l'obiettivo 
su una rimessa in discussione dello studio tipologico, ed è questo 
il grande valore del messaggio. 

Già nel titolo di disvela l'orizzonte della ricerca 
"gli edifici pubblici…una nuova considerazione a partire dalla storia" 
la divisione in categorie per capire quale sia il ruolo dello spazio pubblico 
nell'edificio d'oggi attraverso una ricognizione colta sull'origine remota 
e a seguito in modo cadenzato 
si percorre il sentiero 
dell' ORIGINE MITICA, 
l' ORIGINE LETTERARIA, 
L'ORIGINE ARISTOCRATICA 
e poi quella POPOLARE in queste categorie 
fa intravedere il possibile superamento 
delle schematizzazioni per famiglie 
e l'apertura alle relazioni di complessità 
in un divenire tra spazio e società 
mutevole e sfaccettato. 

L'edificio pubblico per eccellenza già veniva attraversato 
dal saggio raccolto 
da Franco Rella "forme e pensiero del moderno" per i tipi 
Feltrinelli dove MONEO e HEJDUK ponevano 
questioni profonde 
e posto vicino all'Almanacco 
di Basso Peressut "Musei per la scienza" 
si possono cogliere con ragione 
le variegate e straordinarie differenze 
del genere o tipo. 

Sia con le impostazioni teoriche, 
dell'ARCHITETTURA RADICALE 
e nel testo di DEBORD "la società dello spettacolo" 
oltre ai manifesti dei SITUAZIONISTI sino 
a " l'atto di vedere" di Win WENDER, 
si raccoglie in modo preciso il senso 
attuale del atteggiamento flessibile dell'uso 
dello spazio 
lontano dal monumentale e più vicino all'effimero. 

E qui sta il punto, l'osservazione del De Poli 
è storica si ferma agli anni ottanta trascura 
la dinamica e i processi di aggregazione urbana .. 
tanto sono così veloci i fenomeni 
che è quasi indicibile la loro registrazione... 
l'aspetto tipologico non è più lineare 
rispetto ai tempi di assimilazione 
procede indipendente tra effetto di necessità e plusvalore 
in un processo esponenziale a frattali 
che ne configura un aspetto camaleontico 
dove la carcassa della città esistente 
ne è solo una immagine di memoria 
una icona nel paesaggio. 

Guardando in modo ravvicinato ne cambia l'aspetto 
non si può parlare di atipologia 
ma di allotropotipologia 
situazione instabile del tipo 
fra tramutazione e divenire 
in questo fa piacere 
ammirare paesaggi sospesi 
dove si può ritrovare 
l'aspetto antropologico e l'origine del tipo 
come nella ricognizione condotta 
da KEMAL ARAN in 
"BEYOND SHELTER" 
mentre qui si discute se l'autogrill 
è tipo o no!!! 
BDB