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TIPI E TIPOLOGIE
Nel numero 54 della rivista Area è comparso un piccolo saggio
apparentemente anonimo, perché solo in indice compariva l'autore
Aldo De Poli, in queste considerazioni che si riassumono in quattro
possibili tesi sta' la straordinaria riflessione sull'edificio pubblico.
Grande studioso il De Poli sa come raggiungere l'obiettivo
su una rimessa in discussione dello studio tipologico, ed è questo
il grande valore del messaggio.
Già nel titolo di disvela l'orizzonte della ricerca
"gli edifici pubblici…una nuova considerazione a partire dalla storia"
la divisione in categorie per capire quale sia il ruolo dello spazio pubblico
nell'edificio d'oggi attraverso una ricognizione colta sull'origine remota
e a seguito in modo cadenzato
si percorre il sentiero
dell' ORIGINE MITICA,
l' ORIGINE LETTERARIA,
L'ORIGINE ARISTOCRATICA
e poi quella POPOLARE in queste categorie
fa intravedere il possibile superamento
delle schematizzazioni per famiglie
e l'apertura alle relazioni di complessità
in un divenire tra spazio e società
mutevole e sfaccettato.
L'edificio pubblico per eccellenza già veniva attraversato
dal saggio raccolto
da Franco Rella "forme e pensiero del moderno" per i tipi
Feltrinelli dove MONEO e HEJDUK ponevano
questioni profonde
e posto vicino all'Almanacco
di Basso Peressut "Musei per la scienza"
si possono cogliere con ragione
le variegate e straordinarie differenze
del genere o tipo.
Sia con le impostazioni teoriche,
dell'ARCHITETTURA RADICALE
e nel testo di DEBORD "la società dello spettacolo"
oltre ai manifesti dei SITUAZIONISTI sino
a " l'atto di vedere" di Win WENDER,
si raccoglie in modo preciso il senso
attuale del atteggiamento flessibile dell'uso
dello spazio
lontano dal monumentale e più vicino all'effimero.
E qui sta il punto, l'osservazione del De Poli
è storica si ferma agli anni ottanta trascura
la dinamica e i processi di aggregazione urbana ..
tanto sono così veloci i fenomeni
che è quasi indicibile la loro registrazione...
l'aspetto tipologico non è più lineare
rispetto ai tempi di assimilazione
procede indipendente tra effetto di necessità e plusvalore
in un processo esponenziale a frattali
che ne configura un aspetto camaleontico
dove la carcassa della città esistente
ne è solo una immagine di memoria
una icona nel paesaggio.
Guardando in modo ravvicinato ne cambia l'aspetto
non si può parlare di atipologia
ma di allotropotipologia
situazione instabile del tipo
fra tramutazione e divenire
in questo fa piacere
ammirare paesaggi sospesi
dove si può ritrovare
l'aspetto antropologico e l'origine del tipo
come nella ricognizione condotta
da KEMAL ARAN in
"BEYOND SHELTER"
mentre qui si discute se l'autogrill
è tipo o no!!!
BDB
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