PAESAGGI 

STANZE 
rubrica 
di 
BRUNETTO DE BATTE' 

ventisettesimo
numero

 

SENSIBILITY

",,,,e fu così che ci trovammo di fronte alla metafora del luogo, punto  di contatto tra il sensibile reso manifesto dallo sguardo e l'immaginazione.  L'oggetto estetico   espande  la sua forma in rappresentazione, ultima spiaggia  della soggettività dell'uomo…" (1972)

Una delle tante frasi tratte  dai  manifesti del LABORATORIO DS sull' architettura sensibile degli anni '70  che hanno aperto con alcuni esponenti dell'ARCHITETTURA RADICALE  (Mendini, Sottsass, Pesce.. ) un tracciato di ricerca possibile su un fare oltre ed altrove la disciplina.

In quel solco si sono ritrovati  poi Toyo  Ito , Peter Zumthor, Hans Hollein…

Sollecitare  tutti i sensi era il programma del LABORATORIO DS,

un'architettura che si guarda si tocca si ascolta, si lecca e gusta…che può interagire

con il fruitore in un certo modo si preludeva alla TRANSARCHITECTURE.

Oggi ritroviamo una linea continua di ricerca altra, e guardando indietro si possono allineare  Paul Virilio, Peter Cook, Iannins Xenakis, Markos Novak …

Queste strutture, questi spazi interagiscono con chi entra, intonando melodie controllate dal visitatore, ma sempre virtuali.

Ma volevo indicare in questo profilo lo STUDIO AZZURRO ,un gruppo  di Milano, che nel tempo (più di vent'anni di lavoro)  si è imposto  con una serie di sperimentazioni     in  diversi settori, allestimenti- performance - e teatro.

L'uso multimediale di tecnologie video articolate a progetti di ambientazioni tematiche, usate in modo estese, hanno generato col tempo un nuovo modo di concepire  lo spazio.

Lo spazio contemporaneo mutante sotto la sollecitazione di tatto e grida in modo da calarsi come fruitori in un ipertesto proiettante su pareti  o oggetti domestici (ampi tavoli) in una dinamica degli eventi che si moltiplicano come riflessi in una storia dove il visitatore è anche l'autore e attore dello spazio rappresentato…

L'assenza della prospettiva rinascimentale,  sostituita da generi naturali acqua, fuoco, pioggia, da pecore al pascolo, rettili e topi, nudi corpi danzanti, o battaglie  medioevali come il dipinto di Paolo Uccello ,  animato per settori genera la perdita dell'orientamento e fa entrare nel mondo dei sensi.

Oltre alla costruzione di isole sonore, si generano delle microstorie…le stanze sono vissute come salti di percezione dall'aurorale all'amniotico in un decomporsi nell'immagine che conduce al gioco dell'avventura.

L'ascolto dei rumori, come per il futurista Russolo o il parco sonic architecture nel Bronx

aprono, assieme al prato eolico di Makoto Sei Watanabe, il senso dell'ascolto…

Lo STUDIO AZZURRO  ha straordinariamente inventato lo spazio vivibile ipertestuale e multimediale  accrescendo le potenzialità dell'abitare   nel  moderno raggiungendo l'inaspettato….lo STUDIO AZZURRO aumenta così il catalogo campionato di  "SPAZI ALTRI" di Georg Perec.

Riprendiamo altre parti del manifesto del Laboratorio DS:

"…e fu così  che ci trovammo di fronte al giardino incantato,,,

IL miraggio  evocato produce illusione. E' come vedere un riflesso di luce, percezione illusoria di un oggetto  reale.

L'immagine nata in quel solco profondo dei sentimenti obietta alla forma reale un diverso contesto.

Volgendo lo sguardo si capisce che quel nuovo luogo è il principio e la fine.

Al nostro passare ogni cosa svanisce rimane il sensibile, l'idea pronunciata…"

in queste parole emotive si racchiude in modo speculare si riflette il lavoro dello STUDIO AZZURRO  fatto di ambiti  dove l'esperienza dei sensi sollecita una vertigine  continua di memorie e sentimenti.

Al di là di ultime mode sperimentali sulla pelle degli edifici, giocando con i materiali, questa nuova apertura deve far riflettere.

Qui accanto compaiono

altre stanze d’artista

(non solo STUDIO AZZURRO)

una ricognizione a cavallo del terzo millennio

e

prendiamole come un inizio di un possibile catalogo emozionale…

Non dimentichiamo che Plinio il Vecchio

annotava di un certo tempio greco,

le colonne erano ingessate – e il gesso era lavorato

con latte nel quale era stato intinto dello zafferano per colorarlo di giallo…

lui ci ricorda: “quando ci si lecca un dito dopo averlo strofinato su una colonna

si può ancora odorare lo zafferano”

Vale a dire che si può parlare di una vera architettura classica per quella

In cui si può ancora odorare lo zafferano.

Queste stanze d’artista

sorprendono, generano reazioni ai nostri sensi…

entrandoci lo sguardo  è sorpassato dal coinvolgimento…

sensazioni…

tutto appare e scompare…

si imprime nella mente

un ricordo

un’esperienza

che resterà fissa

come vissuto rituale

un sogno

una bella utopia

BDB