PAESAGGI 

STANZE 
rubrica 
di 
BRUNETTO DE BATTE' 

ventinovesimo
numero

 

CRONOLOGIE

Città ventosa
Città per aquiloni
Urbino tra
due alture a sella
si affaccia sulle vallate
del Metauro e del Foglia.

Da dovunque giungendo
la si scorge murata&superba
ma lo splendore lo
si coglie sul Mercatale
dove si staglia la facciata,
come un fondoscena,
del Palazzo Ducale 
guarnito dei torricini…
Entrare con la rampa
e risalire sino al piano città
vicino al Teatro
e poi ancora su ancora su
sino in piazza è una 
sensazione brivido
dove l'arte dell'architettura di città
disvela tutte le sue
soluzioni & seduzioni
radicandone il senso
tra rapporti dentro&fuori
tra relazioni di 
spazi e paesaggio.

Se dovessi definire un logo
per questa rubrica 
opterei ora per questa immagine
e l'altra ora per lo studiolo di S. Gerolamo
dipinto dall' Antonello da Messina
Figure forti e chiare
paradigmatiche
giuste
in questo scarso e disatteso dibattito…
sostituito da vari seminari estivi e non
più modaioli diventati
incontri disperati di categoria
in ragione senza committenza
tra nostalgia di modernità
in cerca di una dimensione identitaria…
Nelle varie ubriacature
promosse dalle pagine pattinate
che sollevano a santuari dei veri e propri
novologhi …dove truppe di fedeli
generano vere e temporanee processioni…
Così diventa Bilbao o
le Terme di Vals
e altri luoghi…bene…
per chi è vaccinato…se no rischio sicuro
d'infezione…
Ma varrebbe la pena soprattutto
per chi "del mestiere" percorre i primi passi
e non solo
una visita a Urbino
come architettura&città
città&paesaggio
città universitaria
contemporaneamente vedere
su uno stesso piano
Francesco di Giorgio, Luciano Laurana
e Giancarlo De Carlo…
L'articolazione dei tagli, minuti, di grana fine,
a dimensione corporale (come le finestre e piccoli
passaggi di snodo) e gli improvvisi cambi di scala
sino alle visioni di figure
riportano a quelle intenzioni del fare
dove lo spazio parla una lingua
comune…bob globale…ma dove il linguaggio
rimuove l'immaginario per immaginare…
Ma ciò che accade in un paese non è
detto che debba valere anche altrove…
in questo fa la differenza se il bello fosse universale
sarebbe terribile.
Rileggere i Palazzi nelle loro vere proprie complessità
ragioni tra proporzione e motivazione
si può ricavare il senso del moderno
si può acquisire il gioco della composizione e scomposizione
traendone il profondo significato 
della matrice dello spazio pubblico,
rappresentato e rappresentabile in un rapporto stretto 
come arte per la città.
visitare Urbino, Gubbio, Camerino…
percorrere i confini tra le Marche e l'Umbria
si coglie quell'aria di un fare per la vita
senza sfiorare la retorica del monumento
ma raccolti in se la perfezione,
la poesia,
il fascino, l'originalità di un'opera unica,
isole
in un mare di campagna
paesaggi italiani
paesaggi di figure
dove il segno dell'uomo
si sovrappone in cronologie.
BDB