PAESAGGI 

STANZE 
rubrica 
di 
BRUNETTO DE BATTE' 

trentunesimo
numero

 

Una città per narrare

Nell'apparenza si può manifestare il soggetto ma al contempo questa può

rappresentare una maschera attraverso la quale mostrarsi in un tentativo

di dissimulazione che si pone come ostacolo alla conoscenza.

Nell' intensificare la comunicazione delle novità o degli aggiornamenti in architettura

l'apparenza dell'apparire gioca un ruolo importante, sfidando l'utopia di Narciso,

oggi più che mai superando le semplici notizie appoggiandosi sugli apparati

dell'immagine; dove il virtuale nella sua potenzialità di elaborazione delle

figure oggetto tendono a generare un mondo parallelo di ciò  che "il mondo delle idee

produce" formalizzandosi in forte immagine dell'immaginario o meglio all'epistemologia dell'interpretazione generando la stanza degli specchi.

Le nostre città crescono anche al di là delle mode, anche sui margini della cultura giocando sulla memoria contesa tra fantasie di gesso e stanze contadine.

Se guardiamo le città di provincia (ab 100.000) con loro logiche di rete sul territorio

scopriamo una sociologia del sommerso, dimensioni di complessità dove la città diffusa assume caratteri di aggregazione più sofisticati rispetto ai grandi centri, e questo sguardo ci costringe  ad adoperare strumenti diversi per un processo di valutazione

sulle tracce della città contemporanea.

Una volta per tutte, superato lo sguardo alla manifestazione sui palchi e passerelle delle "stelle" sull'onda dei "maestri" si apre l'orizzonte in ombra dell'animo umano, il caos,l'irregolare, ma anche i sogni, le memorie, i desideri, che sono stati sempre considerati un intralcio alla compiutezza formale del progetto al rigore geometrico…che ci fa esplorare recuperando (senza nostalgie stilistiche) gli istinti, le tradizioni, i dialetti…

Ne deriva una sorta di estetica del conflitto colma di significati, dove la città appare un emporio di segni, spazio dell'incontro, dimora del corpo metropolitano…

Questa città per narrare è ora Alessandria capitale di provincia del basso Piemonte.

Una città in un nuovo fermento nel suo territorio, pur rimanendo nella sua dimensione.

La città di Umberto Eco l'autore del romanzo più tradotto e più conosciuto

di tutti i tempi "IL NOME DELLA ROSA".

Una città che si alimenta sapientemente con oggetti architettonici particolari, la città di Ignazio Gardella con le case Borsalino

(due palazzi in viale  1952, Dispensario Antitubercolare 1933/37, Laboratorio di Igene o Profilassi 1933/38, Ospedale infantile 1934) …. con accanto un complesso residenziale postmoderno  di Paolo Portoghesi, un recupero di Giancarlo De Carlo attraverso la sottile lettura della struttura urbana che si riversa all'interno del progetto.

Ultimamente Richard Meier ha progettato un ponte aprendo la città ad un

dibattito internazionale ed in ultimo due cantieri di Leon  Krier che qui presentiamo

con le immagini.

Quest'istantanea su Alessandria traccia un percorso di modernità a doppio filo

il rinnovamento da una parte sulla continuità del movimento moderno nelle sue

evoluzioni e contaminazioni linguistiche e l'altro che si profila come revisione

esplorativa del regionalismo critico.

Alan Colquhoun tempo fa produceva alcune riflessioni su Casabella con saggi dai correnti titoli "classicismo e ideologia,  - classicismo, primitivo, vernacolare

- conflitti ideologici del moderno - regionalismi e tecnologie"…riprendendoli come "visori "e "regoli " verrebbero ad essere gli strumenti per introdurre un'indagine a quest'istantanea e volgendo lo sguardo sul territorio , affiora anche un gruppo di case di Guido Gozzoli, in questo scenario  di riflessione  sul moderno rivisitato in

un seducente eclettismo dosato tra poeticità e vernacolare, disinibito dalle regole dello stile, utilizza i registri della comunicazione riportando a quelle trame complesse sovrapposte proprio come il "nuovo romanzo" (IL NOME DELLA ROSA.).

Su questo profilo continua la dimensione regionale,  il regionalismo critico, già iniziato

da Gabetti&Isola, che attraversa la penisola qua e la e ritorna ad Alessandria con

Krier e Gozzoli sotto forma di racconto.


BDB