PAESAGGI 

STANZE 
rubrica 
di 
BRUNETTO DE BATTE' 

trentaduesimo
numero

 

Le case vuote

Le case vuote
leggevo "di chi sono le case vuote" cercavo di seguire Ettore
( Ettore Sottsass "C'est pas facile la vie" ed. il melangolo ), 
nelle sue evoluzioni 
fabulatorie e nello stesso tempo 
fissavo il muro bianco 
della casa di Viola 
usandolo come schermo per ritorni di memoria.


E' vero! ci sono case piene
piene
straripanti
che trasbordano come armadi
che fagocitano tutto
ed altre
che sono vuote e vuote
ma proprio vuote!
Girando tra le parole
affiorano
brandelli d'immagini
di case abbandonate o
case che ospitano casualmente
un andirivieni
senza traccia di "turisti per caso"…
case silenti come alberghi…
una casa vuota è vuota ed è vuotata!
non è il superamento delle vanità
una casa vuota è vuota e basta…
quando si disegnano le vediamo così !
pensiamo alle "quindici stanze per una casa"
di Arduino Cantafora (ed. Einaudi)…case delle 
paranoie e dei sogni perduti
sono case con storia senza storia…
i segni sono così diversi che non permettono
ricostruzione
si può solo scoprire l'uso
o l'abbandono
mi rendo conto che una casa
vuota non può essere ospitale 
o poeticamente fruibile
dove i muri bianchi
si stagliano sul cielo azzurro e 
le finestre si confrontano con l'orizzonte
ma entrando nella dimensione
del sogno tutto è legittimo
il silenzio e il vuoto…
Quell'eremo, quella casa grigia ai Buggi
in gola d'ombra sotto il monte
e oltre la ferrovia poi
superato il portone
v'è un lungo corridoio
e poi…le scale, un vano, 
una casa di scale
ballatoi e finestre per giochi fantastici
là irraggiungibile , oltre i pianerottoli
interrotti,
infissi azzurro cielo a quadri
e dal poggiolo est si mirano le ciclopiche mura
oltre a muretti con cocci di bottiglia,
poi sul rilievo contro il cielo la colombaia
sotto la piazza dei cavalli e barocci…
Dietro le fasce un fico
e sul tetto alloro e nespoli
dove il vento suona
la sua rabbia
con voce di lupo
nella casa vuota
dimora remota di giochi…
e memorie
BDB