PAESAGGI 

STANZE 
rubrica 
di 
BRUNETTO DE BATTE' 

trentaquattresimo
numero

 

FINESTRE

FINESTRE

Formicai finestrati, formalismi facsimile. Faraoniche fanfaluche festival. Fotomontaggi fotocopie fra fessure. feritoie, fincate finestre, finestrelle fregiate free-style. Figure frattali filigranate facenti facciata. Fori foderati, frangibili, foulard. Fori fragili frementi. Fori fulgenti, fantasmi flash, fra fuligginosi feriali. Fori frobeliani frazionati fuorché frammezzanti fronde. Fori fischianti, frastornanti frangivento. Fori filtranti fiere frenesie. Fori ficcanaso fendono fugaci fuori. Fori forse fallimento futurologico. Fori filosofali, fornice. Frusciante frontiera fruitiva foranea foggia fluttuante finzione, fronzoli...Finalmente finestra... Oggi in città c'è la stessa aria di ieri.

BUGGI 

Quella casa grigia in gola d'ombra sotto Fabbiano oltre la ferrovia poi varcato il portone un lungo corridoio una casa nella casa di scale ballatoi e finestre irraggiungibili infissi azzurro cielo per un cielo a quadri e traguardi ciclopiche mura muretti e cocci di bottiglia attorno alla colombaia la piazza dei cavalli e barrocci fichi d'india e fichi 

 

IL PRESENTE INTERROGATO 

Immagino l'anno, l'ora, il giorno... il posto come se fosse ieri... forse ricordo... sempre sull'onda dell'immaginario delizie e splendori setati alternati a tappeti persiani, ori e sbarluzicchiccherie... livree e soffici velluti... quell'aria di traboccante ricchezza... Immagino giraffe ed elefanti dipinti che avanzano lenti seguiti da uno stuolo... sceicchi e maragià che pavoneggiano i loro seguiti... mille ed una notte insomma... tutta genovese... Signore con eleganti ermellini e piume di struzzo trainate da altissimi levrieri e... questa umanità raccolta nel delizioso gioiello del Miramare diviene l'arca delle stranezze e delle rarità... Tutti in attesa dell'imbarco o appena discesi dai salmastri pontili... una popolazione divisa tra l'idea della fuga ed il rientro; e sono tutti li che scrutano da terrazze e terrazzini, il mare con cannocchiali o binocoli e chi persino con caleidoscopi... per aumentare le sfaccettate forme dell'ecclettismo d'epoca... rigoroso e quasi scientifico. Tutto quello che poteva accadere a bordo delle "città galleggianti" veniva sistematicamente riprodotto in questi interni... cene e balli sontuosi come una vita in transatlantico anche in terraferma l'occasione delle feste veniva accompagnata al grande tema del viaggio. la stazione marittima è vicina...così la stazione ferroviaria.. come nella tela su Genova di Sandro Chia.. dove t'aspetti una con servizi che è in arrivo sul terzo binario... Insomma stiamo parlando di uno spazio di confine (borderland) un fortilizio di frontiera... così le navigazioni interiori si alternano alle avventurose traversate definendo lo spazio fermo del cammino della mutazione cioè un modo di abitare il cuore della distanza. In queste figure dell'apparenza, l'incanto e il fascino della rovina rimuovono il sogno dell'esilio e della casa abbandonata... e rievocano quelle pittoresche sezioni prospettiche di Arduino Cantafora... fredde e silenziose... metafisiche che ci riproiettano subito in un presente archeologico... Tutto questo trapela dal presente interrogato attraverso le tele e le foto di...... disvelando la terra dei sogni che divampa in una catasta di macerie di memoria.