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si
aggirano statuariamente nel giardino incantato
questo
è il luogo di utopia
o
non luogo nella sua frammentazione emozionale,
ogni
rigore compositivo
viene
superato
da uno spartito dove la narrazione irrompe
per
essere
essa stessa oggetto di spazio delle sensazioni.
Una
rappresentazione onirica e ludica fuori da ogni funzione
oltre
le necessità del quotidiano là dove l'essere
su
questa
terra costituisce il paradiso terrestre.
Questo
viaggio oltre i confini del mondo
ripone
la questione
sull'urgenza
specifica di una complessità e stratificazione
di
ambiti dove i linguaggi si addizionano vertiginosamente
e
rendono
lo spazio architettonico denso da trattenere
il
viaggiatore,
dove
l'occhio s'impiglia nei meandri
di
possibili universi paralleli,
l'idea
di un pluralismo nel contemporaneo
rasenta
il
possibile progetto aperto unica espressione
della
nostra forza d'essere presenti nella
natura
di
costruttori , così oggetti addomesticati,
macchine
celibi, angoli costruiti come frammenti
di
una rovina connettono
un
paesaggio per
punti
in una chiave di erratica condizione
occasionale,
pensare a un situazione nomade
dove
i reperti costituiscono
l'isola
di rifugio
e
oasi delle scorribande
dei
pellegrinaggi architettonici
Una
tavola armadio
come
un abaco
per
un collezionista di occasioni
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