PAESAGGI 

STANZE 
rubrica 
di 
BRUNETTO DE BATTE' 

quarantesimo
numero

 

IL PAESAGGIO E LA SUA IMMAGINE

Forse varrebbe la pena di riflettere dove stiamo andando… l'accumulazione di accelerazione delle informazioni sui tempi del quotidiano e dei modi di produzione dilatano lo spazio … in un iperspazio o addirittura la dimensione della città  territoriale estesa e continua nella densità del costruito europeo come unica dimensione e unica città.

Alle città di pietra si sono sovrapposte città di latta, poi di vetro, poi ancora di luce e insegne…

ora dopo i vuoti urbani e spazi allotropi più i non … il virtuale arranca  trovando uno spazio parallelo come doppio al reale.

Modificazioni rapide del territorio; mobilità ma anche incorporazioni e sostituzioni

in dinamiche legate ai flussi di popolazioni emigranti che stratificano favorendo la complessità dei rapporti e delle tensioni dello spazio, dilatando le identità e le tradizioni.

Ubiquità e stanzialità convivono in un alternarsi di due mondi a fusi orari diversi…

Come sono lontani gli spagaroli di Sanbenedetto del Tronto, il tiburtino, la Martella, i Sassi di Matera, le  memorie e speranze di Carlo Doglio, i tentativi di Danilo Dolci, le sperimentazioni di Ricci a Riesi e di De Carlo a Urbino, le scoperte di luoghi inesplorati di un'Italia misteriosa e profonda, la riscoperta delle isole…e delle montagne, l'incontro e la riconoscibilità di una cultura contadina…

Rovistando in soffitta ho ritrovato la collezione di Comunità, una raccolta fortunosamente recuperata tempo fa dalla biblioteca Mario Labò in disarmo, sfogliando dal primo numero (1949)

ai cento e passa… si ha un'immagine dell'Italia realista e della cultura architettonica concreta basata sui valori e le entità locali. Sembrano tempi lontani ma sono solo passati cinquant'anni eppur  in questo spettro sembra insinuarsi una distanza oceanica, dove subentrano le smemorie e amnesie do un passato importante e fondativo.

Il concitato dibattito sul virtuale sulle tecnologie e sulle nuove dimensioni del comunicare tanto giocando per giocare sposta il centro della realtà su delle dimensioni, dove neppure più l'utopia si può più ritrovare, apparentemente necessarie…

Questo nuovo modo o mondo del progetto deve far pensare…quanto si allontana dalla cultura materiale, dalle tecniche e tecnologie legate al profondo senso della tradizione locale, delle piccole unità, delle geografie artigianali…

Forse val la pena di ritrovare un senso di identità, in fondo la mostra fallimentare di Graz  dei '50

in qualche modo ha dato un segnale… Non confondiamo i giochi di ricognizione e ricerca urbanistica di un Boeri con l'architettura, il nostro paese ha una densità costruita più di altri  nell'ambito europeo, con maggior stratificazione e significative presenze… operare in un e su un tessuto già ricco di segni ci induce alla cautela del gioco dello sciangai, aggiungere e sottrarre con la leggerezza e l'equilibrio …senza incidere sul sistema.

Riprendere con matura riflessione un rapporto con il paesaggio e i luoghi, approfondendo le differenze è strada maestra… già riconosciuta a livelli internazionali, l'operare di Muratori, Morozzo della Rocca, BBPR,Gardella,Valle, De Carlo, Gabetti& Isola, l'ultimo Rossi , poi Natalini,

Guerri, Venezia e la scuola palermitana…..hanno già tracciato diversi sentieri..che le nuove generazioni, in pochi seguono ( Zucchi e Pellegrini), attirate dalle mode effimere del momento inseguono per costruire analogici curriculum tra concorsi cartacei e figurazioni mirabolanti…

Si può correre il rischio, cosa che è già in atto, della non più riconoscibilità dell'architettura da parte dell'utenza…addirittura dell'inutilità come comunicazione… rimanendo solo un gioco interno ristretto alla sfera disciplinare o di categoria…

Organico paesaggio vivente

mutevole

plasma e riplasma

conformazioni

riguadagna le conquiste

umane

mutevole e’ l’immagine

presagio

paesaggio

passaggio

saggio

agio

Difficile cogliere

il genius loci

si sente

dentro se vuoi

Smarrimento ed emozione

quale immagine

immagine immaginata

ricordi d’immagine

Perso il rapporto con il soggetto

rimane

la ricerca

sul frammento

schegge simboliche

di segni perduti

fissati all’istante sulla carta

appunto

per riflettere

Il paesaggio e la sua immagine

memorie

documento

strumento

d’emozione dell’immaginario

evocazione

del tempo perduto

sostenuta dal rumore

del silenzio

della vallata

sul mediterraneo

 

 

bdb