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VORREI
RACCONTARE UNA BREVE STORIA… PREMETTENDO , PER NON ESSERE FRAINTESO, CHE I
MIEI STUDI ULTIMI E PROGETTI SONO RIVOLTI ALL'EFFIMERO SIA NEL CAMPO DELLO
SPETTACOLO CHE DELL' URBANO
VORREI
RACCONTARE UNA STORIA DI IMMAGINI & PAESAGGI DAL SAPORE DI SALE
PENSO ALLE MIE
5 TERRE SOPRATTUTTO RIOMAGGIORE E MANAROLA, NON TRASCURANDO LA LIURIA DA
VENTIMIGLIA A SARZANA, ALLA LORO TENACE RESISTENZA DI CONSERVAZIONE MA
CONVINTA…
PARTO DA
QUESTI MIE TERRE PER UNO SGUARDO SUL MEDITERRANEO
COSTRUIRE ,
QUANDO , DOVE, COME E PERCHE'…
Questo stesso
sguardo lo si può ritrovare nel "il mio viaggio in Italia" di
Martin Scorzese… Ricordo le registrazioni dei "viaggiatori" di
penna e pennello
Ricordo le
coinvolgenti immagini di De Sica, Rossellini, Antonioni e Fellini,
Ricordo alcuni
fotogrammi del paesaggio&società che cambia da Pisolini a Dino Risi e
Carlo Verdone
Ricordo
Mediterraneo di Salvadore, Cinema Paradiso, le storie in terza classe, la
littorina
Ricordo il
salmastro che si porta a casa sulla pelle da un ritorno…
Ricordo come i
vecchi temevano il deserto d'acqua e gli volgevano sempre le spalle
guardando sempre terra
Ricordo le mie
cinque terre che nella loro unità custodivano le differenze persino del
linguaggio
Ricordo la
lentezza, il silenzio…lunghi silenzi …ogni gesto pensato nell'economia
della fatica
Ricordo la
casa della dogana di Eugenio Montale assieme alle parole d' "ossi di
seppia"
Ricordo le
piccole poesie di piccoli poeti assieme a l'Ulisse da Omero a Jovce
Ricordo la
comunità di Bocca di Magra (Einaudi, Levi, ….il novecento)
Ricordo le
cantilene di De Andrè
Ricordo le
poetiche foto di Maurizio Maggiani con scritte a mano raccolte in "un
contadino in mezzo al mare - viaggio a piedi lungo le rive da Castelnuovo a
Framura"
Ricordo
"il mito mediterraneo nell'architettura contemporanea" del
Gravagnuolo
Ricordo
"la carta d'atene" sul Patris II
Ricordo
colonie, capanni, stabilimenti, parchi, porticcioli, gli imbarcaderi, i
mitili vivai, le peschiere, le tonnaie…
Ricordo "architecture
without architects" del Rudofsky assieme all' "architettura rurale
italiana" di Pagano e Daniel
Ricordo la
pergola di villa Jeannaret, casa Malaparte, il piano di Algeri con i diversi
stli incastonati, villa oro di Cosenza, le marine di Fattori, Carrà, De
Chirico e Ghirri, Coderch a Barcèloneta, i segni discreti di Konstantinids
e Pikionis, studio PER a Pantelleria e la scuola in Barcellona, Aulenti a
Saint Tropez, Valle alla Giudecca, Pettena all'Elba, Venturi sul ponte
dell'accademia, John Hejduk con13 torri a Venezia…le casette di Minardi…la
complessa fabbrica di Architettura a Genova…
Ricordo
l'ambiente di Arezano e dei suoi artigiani barcaioli che con Gardella,
Ponti, Magistretti e Zanuso hanno intrecciato un senso di crescita reciproca…
Ricordo le
tenere cabine di Aldo Rossi che riassumono quel sapore di fine stagione
Ricordo…gli
anni '50
Tutto sta lì
dal 51 al 59 e poi dal 60 al 68 … i grandi cambiamenti del fare, delle
tecniche di costruzione L'evolversi della disciplina tra teoria e cantiere
aveva ancora ragione e radici in quegli anni… dove si ritrovano le
sperimentazioni dall'INA CASA alla prefabbricazione (galaratese, zen…),
dal CIAM al TEAMX, dalla campagna alla città e la città in campagna,
dall'abbandono del centro alla riscoperta del centro antico… lo sguardo
curioso oltre oceano
Lo spazio
ubiquo o allotropo, esigenza dello stare in società, non è una rinuncia
all'architettura, anzi più che mai il senso dello spazio e del luogo con
carattere ne diviene necessità.. è in questo punto che stà la rinascita
della disciplina… Non più mode o personaggi per carità …ne abbiamo
riviste piene… la realtà dei fatti che si costruisce poco e male… Con
forme sensa senso distanti da una comprensione… Abbiamo promosso
nell'Europa dai tempi di CASABELLACONTINUITA' un'architettura democratica,
poi di partecipazione sino all'autocostruzione…"Spazio
&Società" …ma cosa si insegna nelle nostre facoltà!?? Meglio
una città per narrare Racconti italiani geografie letterarie Mediterraneo
spazio dell'incontro Paesaggi di paesaggi società riflesse spirito del
tempo terra dei miei sogni emozioni e confini Isole e arcipelaghi marinai
& contadini uomini di mare rotte e scali La casa della vita case minime
Storie varie paesaggi ammaestrati archeologie templari Città di mare città
del sole
C'è molto da
fare nel paese…nei bordi, tra le infrastrutture, nelle periferie…
girando il cannocchiale con una percezione lenticolare lontana allargata al
territorio, c'è da fare molto e per tutti senza inseguire falsi miti di
celebrità e biografie, c'è da fare veramente con impegno politico del fare
città e territorio e non giochi di forme…certe volte ci dimentichiamo di
un straordinario maestro come De Carlo, che altri ci invidiano, che a già
tracciato con metodo per noi alcuni sentieri ben chiari di traduzione della
tradizione …o penso ai mirabili Gambetti & Isola localisti
-internazionali…
Oppure con
altro sguardo… il mediterraneo si dilata in una sorta di rete invisibile
Ed allora la California è vicina come l'Australia, percorrendo una vena di
isolata ricerca silente nel segno breve leggero e sottile nel paesaggio sino
a cogliere le spinte di Glenn Murcutt …
sa de sà Sta
cà en tù paesagiuu Un se vedee Ma megiu cuscì La natùa ha ciù ragiun L'omu
passa an figiu ma con vision autra se spetta de di la sua en un sistema de
segni dentro u mà
ma miglior
conclusione è con Dante dal Paradiso canto IX 82,85
La maggior
valle in che l'acqua si spanda Fuor di quel mar che la terra inghirlanda tra
discordanti liti, contra 'l sole tanto sen va, che fa meridiano là dove
l'orizzonte pria far sole.
b.db.
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