PAESAGGI 

STANZE 
rubrica 
di 
BRUNETTO DE BATTE' 

quarantaduesimo
numero

 

TRASCORSI PAESAGGI & NUOVI

VORREI RACCONTARE UNA BREVE STORIA… PREMETTENDO , PER NON ESSERE FRAINTESO, CHE I MIEI STUDI ULTIMI E PROGETTI SONO RIVOLTI ALL'EFFIMERO SIA NEL CAMPO DELLO SPETTACOLO CHE DELL' URBANO

VORREI RACCONTARE UNA STORIA DI IMMAGINI & PAESAGGI DAL SAPORE DI SALE

PENSO ALLE MIE 5 TERRE SOPRATTUTTO RIOMAGGIORE E MANAROLA, NON TRASCURANDO LA LIURIA DA VENTIMIGLIA A SARZANA, ALLA LORO TENACE RESISTENZA DI CONSERVAZIONE MA CONVINTA…

PARTO DA QUESTI MIE TERRE PER UNO SGUARDO SUL MEDITERRANEO

COSTRUIRE , QUANDO , DOVE, COME E PERCHE'…

Questo stesso sguardo lo si può ritrovare nel "il mio viaggio in Italia" di Martin Scorzese… Ricordo le registrazioni dei "viaggiatori" di penna e pennello

Ricordo le coinvolgenti immagini di De Sica, Rossellini, Antonioni e Fellini,

Ricordo alcuni fotogrammi del paesaggio&società che cambia da Pisolini a Dino Risi e Carlo Verdone

Ricordo Mediterraneo di Salvadore, Cinema Paradiso, le storie in terza classe, la littorina

Ricordo il salmastro che si porta a casa sulla pelle da un ritorno…

Ricordo come i vecchi temevano il deserto d'acqua e gli volgevano sempre le spalle guardando sempre terra

Ricordo le mie cinque terre che nella loro unità custodivano le differenze persino del linguaggio

Ricordo la lentezza, il silenzio…lunghi silenzi …ogni gesto pensato nell'economia della fatica

Ricordo la casa della dogana di Eugenio Montale assieme alle parole d' "ossi di seppia"

Ricordo le piccole poesie di piccoli poeti assieme a l'Ulisse da Omero a Jovce

Ricordo la comunità di Bocca di Magra (Einaudi, Levi, ….il novecento)

Ricordo le cantilene di De Andrè

Ricordo le poetiche foto di Maurizio Maggiani con scritte a mano raccolte in "un contadino in mezzo al mare - viaggio a piedi lungo le rive da Castelnuovo a Framura"

Ricordo "il mito mediterraneo nell'architettura contemporanea" del Gravagnuolo

Ricordo "la carta d'atene" sul Patris II

Ricordo colonie, capanni, stabilimenti, parchi, porticcioli, gli imbarcaderi, i mitili vivai, le peschiere, le tonnaie…

Ricordo "architecture without architects" del Rudofsky assieme all' "architettura rurale italiana" di Pagano e Daniel

Ricordo la pergola di villa Jeannaret, casa Malaparte, il piano di Algeri con i diversi stli incastonati, villa oro di Cosenza, le marine di Fattori, Carrà, De Chirico e Ghirri, Coderch a Barcèloneta, i segni discreti di Konstantinids e Pikionis, studio PER a Pantelleria e la scuola in Barcellona, Aulenti a Saint Tropez, Valle alla Giudecca, Pettena all'Elba, Venturi sul ponte dell'accademia, John Hejduk con13 torri a Venezia…le casette di Minardi…la complessa fabbrica di Architettura a Genova…

Ricordo l'ambiente di Arezano e dei suoi artigiani barcaioli che con Gardella, Ponti, Magistretti e Zanuso hanno intrecciato un senso di crescita reciproca…

Ricordo le tenere cabine di Aldo Rossi che riassumono quel sapore di fine stagione

Ricordo…gli anni '50

Tutto sta lì dal 51 al 59 e poi dal 60 al 68 … i grandi cambiamenti del fare, delle tecniche di costruzione L'evolversi della disciplina tra teoria e cantiere aveva ancora ragione e radici in quegli anni… dove si ritrovano le sperimentazioni dall'INA CASA alla prefabbricazione (galaratese, zen…), dal CIAM al TEAMX, dalla campagna alla città e la città in campagna, dall'abbandono del centro alla riscoperta del centro antico… lo sguardo curioso oltre oceano

Lo spazio ubiquo o allotropo, esigenza dello stare in società, non è una rinuncia all'architettura, anzi più che mai il senso dello spazio e del luogo con carattere ne diviene necessità.. è in questo punto che stà la rinascita della disciplina… Non più mode o personaggi per carità …ne abbiamo riviste piene… la realtà dei fatti che si costruisce poco e male… Con forme sensa senso distanti da una comprensione… Abbiamo promosso nell'Europa dai tempi di CASABELLACONTINUITA' un'architettura democratica, poi di partecipazione sino all'autocostruzione…"Spazio &Società" …ma cosa si insegna nelle nostre facoltà!?? Meglio una città per narrare Racconti italiani geografie letterarie Mediterraneo spazio dell'incontro Paesaggi di paesaggi società riflesse spirito del tempo terra dei miei sogni emozioni e confini Isole e arcipelaghi marinai & contadini uomini di mare rotte e scali La casa della vita case minime Storie varie paesaggi ammaestrati archeologie templari Città di mare città del sole

C'è molto da fare nel paese…nei bordi, tra le infrastrutture, nelle periferie… girando il cannocchiale con una percezione lenticolare lontana allargata al territorio, c'è da fare molto e per tutti senza inseguire falsi miti di celebrità e biografie, c'è da fare veramente con impegno politico del fare città e territorio e non giochi di forme…certe volte ci dimentichiamo di un straordinario maestro come De Carlo, che altri ci invidiano, che a già tracciato con metodo per noi alcuni sentieri ben chiari di traduzione della tradizione …o penso ai mirabili Gambetti & Isola localisti -internazionali…

Oppure con altro sguardo… il mediterraneo si dilata in una sorta di rete invisibile Ed allora la California è vicina come l'Australia, percorrendo una vena di isolata ricerca silente nel segno breve leggero e sottile nel paesaggio sino a cogliere le spinte di Glenn Murcutt …

sa de sà Sta cà en tù paesagiuu Un se vedee Ma megiu cuscì La natùa ha ciù ragiun L'omu passa an figiu ma con vision autra se spetta de di la sua en un sistema de segni dentro u mà

ma miglior conclusione è con Dante dal Paradiso canto IX 82,85

La maggior valle in che l'acqua si spanda Fuor di quel mar che la terra inghirlanda tra discordanti liti, contra 'l sole tanto sen va, che fa meridiano là dove l'orizzonte pria far sole.

b.db.