PAESAGGI 

STANZE 
rubrica 
di 
BRUNETTO DE BATTE' 

quarantacinquesimo
numero

 

MAURO ANDREINI

 

Era estate, quest'estate per l'appunto …per banalità di percorsi sono uscito da Siena per la campagna…volevo raggiungere l'abbazia di Sant' Antimo …mi mancava…ho voluto immergermi in questo straordinario paesaggio italiano perdendomi…poi nel paese di Buonconvento ho scoperto un'architettura "curiosa" mi rammentava qualcosa di visto e per giunta con certo interesse…poi passato ad altre scoperte ho riposto quel ricordo. Al ritorno, dal viaggio attraverso l'Italia, mi accorsi che quei luoghi tra Montalcino e Siena è un territorio praticato da Andreini. Già conoscevo il suo lavoro, ricordo la quadrata pubblicazione dell'Electa, e il copioso volume redatto dall'Alfonso Acocella sui "Tetti in laterizio" dove la punta fine acquerellata dell'Andreini racconta morfotipologie e situazioni di possibili aggregazioni… apre capitoli con accenni a una città futuribile. Per comprendere l'opera di questo architetto (costruttore /eremita&sognatore), bisogna calarsi fortemente nello spirito del paesaggio toscano, nella sua aria e luce, nei tempi silenti…di un sapore rurale…tutto centamente lontano, con cronometrie diverse, dalle ricerche super tecnologiche, e dalle sperimentazioni tra forme e nuovi materiali. Qui vige la fabbrica tradizionale del cotto o dell'intonaco dipinto…osservando i 160 disegni di Nova Atlantide affiora un "manuale di comportamenti", un inventario di soluzioni, che suggerisce segni efficaci con stemperamenti nel paesaggio, assunzioni di registri a ritmo di sequenza che possiamo ritrovare in Minardi alla Pescaia San Niccolò di Firenze, in Natalini a Palazzuolo e Firenze, in Carmassi a Pisa, in Pellegrini con la casa dell'apicultore, in Vittorio Savi con la propria casa a Doccia di Pontassieve… stando nel territorio regionale…., un principio per poter generare e ritrovare un regionalismo critico secondo Colquhoun o meglio ancora un ritrovamento del classico nel primitivo vernacolare dove impera "lessi s more". La Toscana è presente, come terra… bruciata di Siena, come il silenzio del cielo, …come l'ordine delle tessiture, …. come i filari dei cipressi che delimitano in modo costruito parti di paesaggio… nei progetti di Andreini ci sono visioni associative, pontevecchio e dintorni, Montalcino e Pienza, casolari & cascine, Siena e le Abbazie…il suo segno ha la capacità di metabolizzare il senso del paesaggio rendendolo costruito e sublime…un perdersi nell'immagine e nell'immaginazione ma concreta con consapevole perizia del fare, misurato, parsimonioso…genuino & costruttivo. Ultimamente il suo ritiro ha prodotto nuove opere, progetti e cantieri, che portano avanti oltre i confini regionali un lavoro sapiente di comporre, borghi, frammenti unitari urbani, frammenti di spazi domestici, chiostri, corti, spazi interni dove il senso comune delle relazioni viene suggerito in modo naturale. Così i disegni di Nova Atlantide prendono corpo nei complessi del Poggiolo e/o Palazzuolo e/o Albergheria e qualcuna delle tre chiese in costruzione di Bologna,Firenze,Catania che qui alleghiamo. Questi ultimi lavori, riflettono un interesse particolare per l'architetto, è la sfida di uscire fuori un perimetro territoriale che in qualche modo lo ha caratterizzato, questo suo sdoganamento …lo si ritrova nelle chiese o complessi religiosi non tanto per la rinnovata restituzione del disegno (dall'acquerello al 3D) ma l'aria che si respira tende in questo modo di affrontare il progetto, legato alle realtà specifiche e ai mondi di produzione misurata…al passo delle trasformazioni specifiche…lontano dalle chiassose forme stranite di ultima moda che intrippano grandi e bambini per effimere stagioni… è una scelta, di vita consapevole, un ritiro che paga nel tempo, una scelta che precedenti generazioni hanno già praticato, …pensiamo a Gabetti & Isola e Raineri, il ritorno in quella dimensione di Valle, un Manfredini, Culotta & Leone, …sino al Guerri, Burelli e il Zucchi a Venezia e Galantino sul lago d'Orta…le giovani Lafuente & Monge…

Trovo di notevole interesse i cantieri a Poggiolo e Albergheria a Montalcino che ho visto e apprezzato proprio sotto il sole estivo…e il Complesso residenziale Palazzuolo a S.Quirico d'Orcia.

Mentre la casa Aggiunta, casa Bifronte e casa Chiostro a S.Angelo in Colle, casa Trilogia a Buonconvento, complesso residenziale Nuovo Borgo a Torrenieri sono costruzioni che in qualche modo già conosciamo.

Rileggendo le presentazioni di Acocella, Koenig in "Architettura in corso" ed. Electa e di Pisani in "Nova Atlantide" ed. Libria si può dire che l'Andreini ha maturato sapientemente l'esperienza del costruire, semplificandola nella competenza dell'uso, il concetto di frammento a sistema aperto si fa sempre più forte, non come generatore, ma come possibilità di fabbrica continua…il registro della complessità non è inutile stile…ma ne diviene meccanismo di scambio tra le scale , tra paesaggio e dettaglio. Gli ultimi progetti rimettono in gioco le cronologie, registrazioni di tempo, concludo "Il mondo intorno a noi si dissolve, lasciando qua e là chiazze di tempo" scriveva Henry Miller in Tropico del Cancro. "percepire il trascorrere temporale è un'azione complessa mutevole, soggettiva e sociale insieme, arcaica e attuale, interiore e codificata da innumerevoli strumenti…" afferma l'amica sociologa-urbana Antida Gazzola In L'orologio dei tempi su GUD 01.

b.d.b.

 

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