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"bags
for a mobile life" di Brunetto De Batté
C'è una
teoria che sostiene il primato dell'abito sull'abitare, per
altre viceversa viene prima l'abitare dell'abito, ne è a
conferma il gesto del tetto di Adamo ritratto da Masaccio
scacciato dal Paradiso… E' indubbio per chi è nomade,
situazionista a deriva, ricognitore in non luogo… "on
the road" l'abito è la casa Dai Futuristi alle
vestizioni in Bauhaus, Vchutemas, Ulm sino al gruppo
Archigram dalla festa "vestirsi di grattacieli" al
ricordo delle gare di bisacce bicolori tra De Carlo e Felix
Candela, ricordo le vestizioni degli archizoom, degli ufo,
le ricerche promosse dai concorsi "oggetti per Domus"
sino alla Body art , ricordo l'amico Koos http://digilander.libero.it/butoh/
con gli allievi nel master dell' abito all' Accademia
Ligustica di Belle Arti di Ge oltre ai suoi straordinari
abiti. Molte scuole di design hanno perlustrato sentieri
analoghi… ricordo Paolo Bettini e l'ISIA nella mostra a
Prato…"conseguenze impreviste"… o
travestimenti come quelle di Lamberto Calzolai e Mario
Terzic passando dal Gianni Pettena con il "vestirsi di
sedie" o il "cappotto"…ma in questa parata
ci stanno anche le scarpe e cappello di La Pietra come le
visiere del Laboratorio ds… Ovviamente c'è un mondo
attorno all'abito basta scorrere l'Atlante illustrato della
moda (dalla pelle dell'orso alle top model: forme del
fascino e dello stile) di Laura Cocciolo e Davide
Sala…stesso percorso in Ottagono n. 78 oltre all'
"elogio della cravatta " del mitico intenditore
Giovanni Nuvoletti… Senza scomodare il povero Debord con
"la società dello spettacolo" il teatro
mirabolante è più nel quotidiano che nel suo rappresentato
o nell'arte dove s'intravvede il "quarto sesso" il
territorio estremo dell'adolescenza (in occasione di Pitti
immagine Uomo)…o o gli abiti senza tempo di David Raponi
http://architettura.supereva.it/inabit/20030207/
Questa
spiraliforme evoluzione è per introdurre "bags for a
mobile life" prodotta da deepdesign© www.deepdesign.it
Bags for a
mobile life 9-14 aprile 2003
…Ho
visto ormai molte città. A volte ho lasciato una traccia
del mio passaggio... un'impronta sul selciato del parco, un
giornale dimenticato in un bar. Ho parlato e ho ascoltato
parole. Alcune le ricordo, le porto con me. Come souvenir.
Main street, Bahnöf... E' questa la mia lingua: la mia
città sono io. E le mie cose sono la mia casa. A portata di
mano. Mangiare, comunicare; dormire. Lavorare ascoltando la
musica che preferisco. Non ho bisogno d'altro. Di cosa avrò
bisogno domani? Nelle mie tasche c'è ancora spazio. .. …
I have seen many cities. Sometimes I leave evidence of my
wanderings... a footstep on a park pavement, a forgotten
newspaper in a cafe. Sometimes I speak, sometimes I just
listen . Listen for words. Some I remember and I take them
withme. Souvenirs. Main street, Bahnöf…this is my
language: I am my city and my city is me. My things are my
house. Nearby. Eating, communicating, sleeping. Working to
my own music . I don't need anything else. What will I need
tomorrow? I still have space in my pockets . .. L'abitudine
fornisce risposte approssimative e sempre uguali a
necessità in continuo mutamento; alcuni oggetti resistono
così nell'uso nonostante la poca praticità. Il peso delle
borse e la confusione che regna al loro interno, sono ancora
una compagnia obbligata per molti. Questo contrasta con le
esigenze di una società sempre più evoluta, che si serve
di strumenti specifici, senza volere però rinunciare a
flessibilità e comodità. Nuovi stili di vita domandano
silenziosamente nuovi contenitori. Gli oggetti disegnati e
autoprodotti da deepdesign si inseriscono in questo contesto
come una risposta, e insieme come una provocazione:
immaginare nuovi scenari, e immaginarsi negli stessi
totalmente a proprio agio. Anche quando in una piccola borsa
portiamo un intero letto o nel cappello musica e altre
sorprese, nel giubbotto un cestino da pranzo, tasche
indossabili come muove minigonne, e cravatte nuove icone
funzionali oltre che simboliche. Questo è il mondo fuori
dalla gabbia della routine: Deepdesign lo ha visto, e i suoi
nuovi prodotti ce lo vogliono raccontare. Habits supply
approximate and stagnant response to continuously evolving
needs; some objects are stilll being used despite their lack
of practicality. A bag's heaviness, along with the chaos
that reigns inside it , is still, contrastingly, both a
forced and accepted companion for most of us. This is
increasingly at conflict with current social demand; the
demand to use and transport specific tools without
comprimising flexibility and convenience. Our new
life-styles crave new containers. The objects designed and
produced by deepdesign provide both valuable response and
provocation to this context:Imagine new scenario's and
ourselves at ease in them. Imagine carrying a whole bed in a
handheld bag or music and other surprises in a hat, a lunch
basket in a jacket or wearable pockets as short skirts.
Perhaps even a tie as a new functional and symbolic icon.
This is the world outside of the routine cage: Deepdesign
has seen it, and its new products want to tell us about it.
Progetti
di Raffaella Mangiarotti e Matteo Bazzicalupo con Azzurra
Lorenzetto Sponsor tecnici: Artplast 88 srl. Cartenedolo (Bs)
e Iltec srl Bologna. Collaboratori al progetto: Craig
Salmaan, Mattiuzzi Francesco e Monti Alessandro. Projects by
Raffaella Mangiarotti and Matteo Bazzicalupo with Azzurra
Lorenzetto Technical sponsor: Artplast 88 srl Cartenedolo (Bs)
and Iltec srl Bologna. Project collaborated by: Craig
Salmaan, Mattiuzzi Francesco e Monti Alessandro.
Immagine
n.1 Tasche multifunzionali - Multifunctional pockets.
Immagine n.2 Borsa letto con piccola trapunta integrata e
cuscino - Hand-held bed- bag with small quilt and pillow
Immagine n.3 Giubbotto con tasche multifunzione e cestino
per il pranzo con tovaglietta - Jacket with multifunctional
pockets and lunch basket with napkin. Immagine n.4 Cappello
con orecchie musicali e led in coda per fare luce come una
pila e fibra ottica per segnalare presenza di notte - Hat
with musical ears and illuminated. Signal your presence.
Immagine n.5 Cravatta con oggetti a portata di mano con
diverse declinazioni: da quella high tech, alla low tech,
emergency, cosmetic -Tie with ready to use objects,
providing systems for different functions: from high-tech to
low-tech, to emergency to cosmetic.
La nostra
filosofia
La natura
esprime una perfezione di processi e forme così semplice e
al contempo così complessa da comprendere in tutte le sue
espressioni. Guardando da vicino la geometria funzionale
della sezione di un'arancia o di un baccello di piselli si
capisce in modo disarmante quanto il progetto del prodotto
industriale possa ancora evolvere verso una pura economia di
forma, senza compiacenze stilistiche, senza facili
ridondanze. La forma è funzionale e deriva coerentemente
dal processo. In tal senso crediamo che l'attuale approccio
organico nel campo del disegno industriale nasconda ancora
potenzialità inespresse non tanto a livello linguistico,
quanto a livello concettuale. Verso un nuovo minimalismo
organico.
Our
philosophy
Nature
expresses a perfection in its forms and processes that is
very simple, while at the same time, complex to comprehend
in all its manifestations. Upon close examination, the
functional geometry of an orange section or that of a peapod
is disarming, but both help to understand the degree to
which an industrial product can evolve towards a pure
economy of form, without compromised styling, without simple
redundancies. Form is functional and is coherently derived
from the process. In this sense, we believe that the current
organic approach in the area of industrial design still
hides the unexpressed potential, not so much at a formal
level but at a conceptual one, of a move towards a new
organic minimalism.
deepdesign©
Matteo
Bazzicalupo (Parma, 1966) e Raffaella Mangiarotti (Genova,
1965) si sono laureati in Architettura con indirizzo
Industrial Design al Politecnico di Milano (1991), dove
conseguono anche un phd in design (1992-95). Lavorano
insieme dal 1994 e nel 1999 inaugurano a Milano lo studio
deepdesign. In questi anni hanno disegnato prodotti e
definito nuovi scenari per aziende ed enti appartenenti a
diversi settori merceologici, tra le quali Whirlpool Europe,
Glaxo Smithkline, Imetec, Mandarina Duck, Coca Cola,
Giorgetti, Castelli Haworth, I 4 Mariani, Comitato per
l'organizzazione dei XX Giochi Olimpici Torino 2006,
DaimlerChrysler. Sono stati premiati nei concorsi Young
& Design (1996, 1997,1999, 2000), Esaedro (1997),
Cosmopack (1995, 1996). Sono ricercatori e docenti presso il
Politecnico di Milano e l'Università di Genova, hanno
tenuto corsi di design presso la Scuola di Direzione
Aziendale Bocconi di Milano, l'Istituto Europeo di Design e
l'Istituto Superiore di Design di Napoli. Sono stati
invitati a esporre la propria metodologia di progetto a
"Lezioni di Design" (RAI Tre).
Matteo
Bazzicalupo, born in Parma in 1966 and Raffaella
Mangiarotti,
born in Genova in 1965, founded the deepdesign studio in
Milan in 1999. They both graduated from the Polytechnic
University of Milan with degrees in industrial design in
1991 and went on to earn Doctorate Degrees in 1995. They
have been collaborating since 1994, and their joint projects
include the design of products and new scenarios for
companies in various sectors, including Whirlpool Europe,
Glaxo Smithkline, Imetec, Panasonic, Mandarina Duck, Coca
Cola, Giorgetti, Castelli Haworth and the Torino 2006
Olympic Organization, DaimlerChrysler. Bazzicalupo and
Mangiarotti are research associates and professors at the
Polytechnic of Milan and the University of Genova and have
taught design at Bocconi University Business School in
Milan.
They have won various prizes including Young & Design,
Esaedro and Cosmopack and have presented their design
methodology on television for RAI Tre. info@deepdesign.it
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