PAESAGGI 

STANZE 
rubrica 
di 
BRUNETTO DE BATTE' 

cinquantaduesimo numero

 

RINGHIERE
Valori offesi

Mi son trovato dopo anni

a ripercorrere le mie 5 terre

mi son trovato in via dell’amore

patrimonio UNESCO

tra bretelle, pancere e reti gibbose

che trattenevano il paesaggio

come in una qualsiasi strada o autostrada

ma la ringhiera in metallo in stile piemontese

non l’ho digerita.

Mi ricordavo di quei luoghi

vissuti da amici contadini del mare

vinaioli e funamboli

ballerini di sentieri impervi

senza reti ne protezioni

come trapezisti di un paesaggio selvatico

pregno di natura vera.

Senza nostalgia ma con piglio lenticolare

guardavo il costruito

per intravedere le sbavature

gli errori

le eccedenze

e sempre più emergevano

quei dettagli non trascurabili

delle debite funzioni a protezione

per terrazze

davanzali

tetti abitabili

passeggiate

arredi urbani…

quanti inutili cataloghi tridimensionali

quanti sforzi inutili

quanti valori offesi.

Anche se ormai tutta l’attenzione

è convergente sull’architettura digitale

verso un’architettura tecnologica

sofisticata

alla riscoperta del vento e del sole…

delle emozioni sensoriali

questi dettagli diventano, rispetto al discorso,

sfocati

secondari

per questo voglio ricordare,

assieme a Franco Purini,

… ricordo Scarpa, Michelucci, Ridolfi

Gardella, Ponti ed Albini…

Zanuso e Caccia…

attenti disegnatori del particolare

interpretando i segni ricorrenti del luogo

affinando il rapporto

tra artigianato ed industria

e dove il progetto diventa non solo

costruzione ma aggiornamento

reciproco tra le parti

pensanti & operanti

e dove il progetto è sintesi sempre più precisa

come il colpo d’occhio che poi coglie

in un baleno l’enorme fatica di riduzione.

Girando l’Italia si avverte

una perdita d’identità

del paesaggio… fortemente in evoluzione

sempre più urbanizzato

che sfugge a qualsiasi controllo

a parte quelle residue aree protette.

Aree industriali ad oltre i 1500 slm

brutali capannoni di stoccaggio

barriere, cinte, palizzate

cancelli & cancelletti

in cotto, ferro, alluminio, vetro,

legni, plastica

prati all’inglese

giardini cinesi

palme sulle Alpi,

che connotano bene il “privato”…

che esaltano sperimentazioni di geometroni

e architettini

baite montane prefabbricate al mare

e ringhiere

di tutti i generi

secondo i gusti

wester

walt disney

zorro

super eroi

puffi

barby

militare

come per i film

generi in

nero

giallo

erotico

commedia

impegnato

è ovvio che tutto ciò

è pane per i denti

dei sociologi

degli urbanisti dell’ultima generazione

dei fotografi

& artisti di urban art

per cataloghi…in artland

Tanto per dire

un chiodo borchiato su una parete

si coglie

da 20 metri

pensate come incide

una ringhiera

che ne dà carattere

fisionomia

appartenenza…

Anche una buona costruzione

con una protezione

o corrimano sbagliato

diventa una pessima architettura

che deturpa il paesaggio.

Insomma attenti alle ringhiere

che ringhiano.

Ma i regolamenti edilizi che ristanno a fare?!!

BDB