Valori offesi
Mi son trovato dopo anni
a ripercorrere le mie 5 terre
mi son trovato in via dell’amore
patrimonio UNESCO
tra bretelle, pancere e reti gibbose
che trattenevano il paesaggio
come in una qualsiasi strada o autostrada
ma la ringhiera in metallo in stile
piemontese
non l’ho digerita.
Mi ricordavo di quei luoghi
vissuti da amici contadini del mare
vinaioli e funamboli
ballerini di sentieri impervi
senza reti ne protezioni
come trapezisti di un paesaggio selvatico
pregno di natura vera.
Senza nostalgia ma con piglio lenticolare
guardavo il costruito
per intravedere le sbavature
gli errori
le eccedenze
e sempre più emergevano
quei dettagli non trascurabili
delle debite funzioni a protezione
per terrazze
davanzali
tetti abitabili
passeggiate
arredi urbani…
quanti inutili cataloghi tridimensionali
quanti sforzi inutili
quanti valori offesi.
Anche se ormai tutta l’attenzione
è convergente sull’architettura digitale
verso un’architettura tecnologica
sofisticata
alla riscoperta del vento e del sole…
delle emozioni sensoriali
questi dettagli diventano, rispetto al
discorso,
sfocati
secondari
per questo voglio ricordare,
assieme a Franco Purini,
… ricordo Scarpa, Michelucci, Ridolfi
Gardella, Ponti ed Albini…
Zanuso e Caccia…
attenti disegnatori del particolare
interpretando i segni ricorrenti del luogo
affinando il rapporto
tra artigianato ed industria
e dove il progetto diventa non solo
costruzione ma aggiornamento
reciproco tra le parti
pensanti & operanti
e dove il progetto è sintesi sempre più
precisa
come il colpo d’occhio che poi coglie
in un baleno l’enorme fatica di riduzione.
Girando l’Italia si avverte
una perdita d’identità
del paesaggio… fortemente in evoluzione
sempre più urbanizzato
che sfugge a qualsiasi controllo
a parte quelle residue aree protette.
Aree industriali ad oltre i 1500 slm
brutali capannoni di stoccaggio
barriere, cinte, palizzate
cancelli & cancelletti
in cotto, ferro, alluminio, vetro,
legni, plastica
prati all’inglese
giardini cinesi
palme sulle Alpi,
che connotano bene il “privato”…
che esaltano sperimentazioni di geometroni
e architettini
baite montane prefabbricate al mare
e ringhiere
di tutti i generi
secondo i gusti
wester
walt disney
zorro
super eroi
puffi
barby
militare
come per i film
generi in
nero
giallo
erotico
commedia
impegnato
è ovvio che tutto ciò
è pane per i denti
dei sociologi
degli urbanisti dell’ultima generazione
dei fotografi
& artisti di urban art
per cataloghi…in artland
Tanto per dire
un chiodo borchiato su una parete
si coglie
da 20 metri
pensate come incide
una ringhiera
che ne dà carattere
fisionomia
appartenenza…
Anche una buona costruzione
con una protezione
o corrimano sbagliato
diventa una pessima architettura
che deturpa il paesaggio.
Insomma attenti alle ringhiere
che ringhiano.
Ma i regolamenti edilizi che ristanno a
fare?!!
BDB