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CONDIZIONI DEMOGRAFICHE
Già fin dal XVIII secolo, la crescita economica e demografica
della città di Barcellona non mancava di provocare gravi disagi, da cui la necessità di
nuove idee di rinnovamento urbano.
Nel corso dello stesso secolo, grazie anche al nuovo sviluppo delle attività commerciali, la
popolazione di Barcellona continuava ad aumentare: 69.505 abitanti nel 1759, 115.000
vent'anni dopo e più di 130.000 alla fine del secolo. Per far fronte a questa crescita, il
governo faceva costruire all'esterno delle mura un nuovo quartiere, ma non
cedeva alle
richieste di allargare la cinta delle mura.
Nel 1854, la popolazione superava i 150.000 abitanti, con una densità media di 864 abitanti
per ettaro, la più alta d'Europa. Per mancanza di spazio, i nuovi interventi non avevano
altra scelta che la costruzione in altezza e ciò provocava un notevole aumento della
densità. Se nel 1772 solo il 13% delle nuove costruzioni aveva più di 4 piani, nel 1791
la loro percentuale raggiungeva già il 73,5% senza contare il considerevole numero di
piani sopraelevati costruiti con materiali leggeri su edifici di pietra preesistenti. La
demolizione delle mura , era quindi una misura indispensabile per risolverne i problemi
igienici e sociali, ma principalmente era richiesta dalla difficoltà di circolazione
all'interno delle mura stesse.
Pochissime erano le vie che meritano il nome di " vie di circolazione", e la
struttura stessa impediva ai grandi progressi del secolo di penetrarvi. Problemi
d'igiene, problemi sociali e d'ordine pubblico, difficoltà ad adattarsi allo sviluppo
tecnico erano le questioni insolute che assillavano Barcellona nel 1854, e la demolizione
delle mura sembrava il solo mezzo per risolverli.
Quanto al governo il suo atteggiamento era chiaro da molto tempo: fino a che Barcellona
restava sotto sorveglianza militare, non si poteva parlare di demolizione delle mura.
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- da "Teoria
generale dell'urbanizzazione"di Ildefonso Cerdá 1867 a
cura di Antonio
Lopez de Aberasturi
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