di Michele Palamara
All'architetto anglo iracheno Zaha Hadid è stato assegnato ieri, 21 marzo,
il Pritzker Architecture Prize 2004, il più importante premio contemporaneo
di Architettura.
Zaha Hadid
dopo essersi laureata in matematica a Beirut, approda alla prestigiosa
Architectural Association di Londra per poi dedicarsi con gran successo ad
un'architettura da molti definita decostruttivista, della quale è una delle
maggiori interpreti.
In molti
suoi progetti si evidenzia, oltre che la sua grande creatività e
appassionata sperimentazione, anche la capacità di ridisegnare,
riqualificare e rivitalizzare parti del tessuto urbano della città, con le
sue ormai famose forme fluide e dinamiche fatte di linee sghembe, spezzate e
curve, che talvolta risultano di difficile realizzazione. E' questo infatti
l'unico punto della sua architettura spesso soggetto a critiche, secondo le
quali risulta difficile tradurre le sue linee in termini operativi.
Fra i suoi
progetti: il Terminal marittimo di Salerno; la Grande Biblioteca di
Montreal; lo spazio espositivo Mind Zone a Londra; il museo temporaneo
Guggenheim di Tokyo; il Centro per i Media e l'Arte di Dusseldorf; il Museo
d'arte contemporanea a Cincinnati e il recente concorso vinto per la nuova
stazione ad alta velocità Napoli-Afragola.
Tutti luoghi
della socialità, per la quale la Hadid sembra particolarmente ispirata tanto
da farle dichiarare che "L'idea è quella di fornire spazi pubblici
potenzialmente in grado di dare alla gente piacere, divertimento, comodità e
benessere simili a quelli provati in un paesaggio".
Dopo essersi
aggiudicata, ricordiamo, nel giugno 2003, il premio dell'Unione Europea Mies
van der Rohe con il terminal ferroviario di Strasburgo, il 31 maggio
prossimo al Museo dell'Hermitage a San Pietroburgo le verra assegnato
ufficialmente, per la prima volta a una donna, il premio che dal 79 è
passato per le mani di architetti come: Richard Meier, Kenzo Tange, Frank
Ghery, Aldo Rossi, Alvaro Siza, Tadao Ando, Rafael Moneo, Renzo Piano e
Norman Foster, solo per citare i più famosi.