PAESAGGI 

STANZE 
rubrica 
di 
BRUNETTO DE BATTE' 

decimo numero


 

De Carlo &
M.Mazzolani
associata

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Catania 
un numero di casabella 611 
un dossier di spazio&società 52
una  nota di viaggio in s&s 82 
un libro della sagep 
un libro giallo 
ora un altro progetto… 
un progetto che 
esprime benissimo 
paesaggi & stanze 
nella complessità 
degli spazi interni/esterni 
richiama la città 
e “(nel)le città del mondo”
in recupero e rinnovo 
tra invenzione e tra-dizione… 
una storia di 
progetto-città 
un pro-getto 
che 
storicizza 
la città in
connessioni 
congiungimenti… 
scioglie 
i nodi 
tra le parti 
dal particolare 
al 
generale...
sottolinea lo spazio
misurato oltre lo sguardo  e
quello figurato in movimento
oltre al sentire il volo…
“Gli spiriti
dell’architettura” 
avvolgono
con 
le 
mani 
Catania 
B.D.B. 

La facoltà di Giurisprudenza nel Complesso della Purità a Catania.

Considerazioni generali

Sollecitata dalla gravità della crisi e anche dal desiderio di partecipare al processo di risanamento e rinnovamento della città avviato negli ultimi anni, la Facoltà di Giurisprudenza ha messo a punto un programma di espansione all’interno del settore urbano dove si trova la sua sede attuale. L’idea che ispira il programma è di scartare l’accrescimento progressivo in un’unica sede - che del resto, diventando assai cospicuo, non potrebbe avvenire se non a prezzo di interventi del tutto inadeguati alla sua cornice ambientale - e di procedere a una specie di «cariocinesi» per generare altre parti, inserite con ruoli diversificati e in modo soffice, nel tessuto urbano circostante: senza sconvolgerlo e, al contrario, riequilibrandolo. La Facoltà finirà dunque con l’articolarsi in tre sedi, collocate a breve distanza tra loro, che funzioneranno come un insieme incentrato sul complesso della Villa Cerami, al quale si aggiungerà l’adiacente ex Convento di Sant’Agata della Vetere, recentemente ceduto all’Università dal Comune. Le due nuove sedi sono state previste alla Purità e in via Roccaromana.
 La sede della Purità incorpora la Chiesa con i suoi annessi e si estende lungo il margine più elevato del terreno, fino a raggiungere la via del Bambino con un nuovo edificio costituito da una sequenza di grandi e piccole aule e di generosi spazi per l’attività libera degli studenti. Sarà destinata soprattutto alle attività di insegnamento dei corsi superiori e metterà a disposizione della città, e in particolare del quartiere, ampi anfiteatri bene equipaggiati, che potranno essere utilizzati anche per attività culturali non strettamente universitarie.
 

I caratteri del luogo della Purità.
 Il luogo della Purità è un grande isolato delimitato dalla via S. Maddalena a est, dalla via Plebiscito a nord, dalla via del Bambino a ovest e dalla via della Purità a sud.
 La parte di isolato disponibile è la fascia meridionale di un territorio che è compreso tra via Maddalena e la via del Bambino ed è delimitata in basso da un grande cortile (probabilmente in origine area di orti e giardini) sul quale si affaccia, dalla parte opposta, l’edificio della scuola Media Manzoni. Questo edificio, di apparenza piuttosto nobile, appare piuttosto degradato verso via del Bambino, dove si è insediato un Centro Sociale frequentato e gestito da una comunità di giovani.
  La configurazione del cortile è passata attraverso varie vicende non del tutto chiare. Quello che appare oggi è che la superficie della parte orientale è stata spianata chiudendola in un cassone di cemento che probabilmente durante il fascismo serviva per adunate e oggi è usato come campo di calcetto dagli studenti della scuola.
 L’intervento universitario che è stato progettato per la fascia più alta dell’isolato dovrebbe diventare occasione per il recupero del cortile, perché ridiventi un luogo gradevole dove ancora possano svolgersi le attività sportivo-ricreative degli studenti ma dove anche possano essere ritrovate zone di quiete, protette e alberate come un giardino, che siano in equilibrio ambientale con gli edifici del perimetro.
 Tornando all’area del progetto, si deve dire che all’estremo est la Chiesa, pur essendo molto deteriorata, conserva un valore architettonico di rilievo e quindi dovrà essere restaurata. Il restauro si estenderà agli annessi locali che un tempo facevano parte del Reclusorio.
 Bisogna dire però subito che il restauro non potrà essere «conservativo», nel senso di ristabilire esattamente la configurazione di origine; e questo soprattutto perché le trasformazioni che la Chiesa ha subito nel tempo sono irreversibili.

I caratteri del progetto.
 Il progetto che l’Università propone per l’area della Purità è in realtà una operazione di recupero volumetrico. Infatti, nella parte orientale dell’area si tratta di restaurare la Chiesa e tutti i suoi volumi connessi, semidistrutti o molto deteriorati, prima dai bombardamenti e poi da colpevole incuria. Nella parte occidentale si tratta invece di recuperare volumi che prima delle distruzioni della guerra si ergevano lungo i due tratti perpendicolari della via della Purità e lungo la via del Bambino.
 Il volume complessivo reale del progetto è probabilmente maggiore di quello originario ma, riferendosi al livello medio delle due strade e alle quote medie delle linee di gronda, risulta di poco inferiore.
 Ne deriva che il progetto dà luogo a una sequenza di volumi ben concatenati, che non emergono dal perimetro e dall’involucro dell’isolato più di quanto non emergeva la configurazione che esisteva prima delle distruzioni.
 La sequenza di percorsi che connette le attività interne è connessa e animata da una strada interna che parte dall’abside della Chiesa, raggiunge gli uffici e le attrezzature sistemate nello sperone, cambia livello tramite un gruppo di scale mobili e prosegue verso i grandi Auditori che circonda lungo il loro perimetro fino a sboccare sulla via Bambino. Più che di un collegamento si tratta di un lungo spazio di relazioni dove confluiranno e potranno incontrarsi gli studenti e i docenti (e eventualmente il pubblico esterno) che frequentano gli Auditori. Infatti il percorso si allarga e si restringe, forma recessi e atri, lambisce patii alberati, genera spazi di varia natura e molto caratterizzati, che assumono un ruolo ambientale e sociale importante nell’intero sistema edificato.
 I patii alberati e gli slarghi sono distribuiti sia nei punti di tangenza tra i due grandi Auditori che negli interstizi tra gli involucri dei grandi spazi interni e le facciate sulle strade e sul cortile. Infatti le due fronti lungo le vie della Purità e Bambino, ricomposte con i reperti delle facciate crollate, restano staccate dai nuovi spazi edificati e aperti che stanno dietro. Verso il cortile invece la facciata nel tratto più occidentale si appoggia sullo zoccolo del pendio, mentre nel tratto più orientale si stacca dallo zoccolo e rientra seguendo il profilo del primo Auditorio.
 La ragione delle nuove facciate non è tanto di conferire all’intervento una coerenza esteriore - che del resto sarebbe solo apparente - né di concludere le attività universitarie per distinguerle dalle altre attività che si affacciano sullo stesso cortile. La ragione è di legare con legami morfologici chiaramente percepibili   il nuovo complesso al quartiere nel quale si trova. Le strade, come il cortile, assumeranno infatti una fisionomia nuova che però avrà cadenze analoghe a quelle che un tempo probabilmente esistevano. Le connessioni morfologiche si svilupperanno in particolare lungo le strade, ma anche attraverso il cortile che tornerà a essere in equilibrio. La Scuola Media non avrà di fronte un terreno abbandonato, ma un altro edificio che dovrà corrispondergli come il guanto alla mano.
 Per dare un’idea più precisa dei caratteri che assumerà il nuovo insediamento universitario, si deve aggiungere che avrà una superficie coperta complessiva pari a 2.168 mq. e un volume pari a 6.078 mc.
 L’Auditorium sistemato nella Chiesa ospiterà 190 spettatori; gli altri due Auditori 515 e 500 spettatori.
 I due grandi auditori sono illuminati dall’alto con un sistema di lucernari esposti a nord e portati da travi di copertura, sagomate in modo da sopportare luci notevoli e modellate per offrire una superficie favorevole alla diffusione equilibrata dei suoni negli spazi interni.
 La disposizione dei posti, secondo archi di ellisse e di cerchio combinati in una geometria complessa, è distribuita tra platea e galleria e la configurazione delle platee è tale da poterne isolare parti con pareti mobili per formare aule più piccole che funzionino in modo autonomo.
(dalla relazione di progetto)

Committ. UNIVERSITA' DI CATANIA, facoltà di giurisprudenza.
Superficie totale                           mq.1248
volume totale                                mc. 6148
 

progetto GDC, M.M associata.

gruppo di lavoro: (MM)Monica Mazzolani, Daniele Leonardi,
Pippo Amadore,Silvia Consonni,
Chiara Benedetti, Annamaria Pace

modello Ornella Calatroni

strutture: Massimo Mayowiecki, Carmelo Russo

impianto elettrico Attilio Zuccarello

impianto meccanico Elena Cotorcea, Orazio Sottile

Il progetto è già stato appaltato e sarà terminato nel 2002;
è uno dei due nuovi Poli Didattici progettati per la
Facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Catania.