PAESAGGI 

STANZE 
rubrica 
di 
BRUNETTO DE BATTE' 

dodicesimo numero


 

HELVETIA

Ho ricevuto da Christoph Allenspach il suo libro 
“L’architettura in svizzera – costruire nei secoli,” 
ora stampato in italiano, anche se a prima vista può sembrare un gadget pro Helvetia oppure un’aggiunta tardiva alla collana Cappelli diretta da Leonardo Benevolo, solo a prima vista uno direbbe 
- una frullata di cioccoarchitettesetemporizzato… 
- ma non è cos’ì!? 
Seguendo attentamente i capitoli si entra nella giostra spiralata offerta da Christoph … 
Tralascio l’introduzione che è una vera suonata con violini ed arpe d’ oltr’alpe e calo nel risveglio industriale e tecnico dell’ottocento, con professioni edilizie e nuovi compiti…dove ingegneri raffiguravano l’èlite del giovane Stato e gli Architetti l’Accademia e l’architettura repubblicana. 
Tra il Politecnico di Zurigo e la “scuola” di Semper si consolidava l’opera concreta del secolo, le ferrovie, vera e propria rivoluzione trritoriale; 
mentre si discuteva su un’ “architettura nazionale”. 
Il grande balzo dell’urbanistica determina la svolta verso la nuova architettura… 
Trionfo del cemento armato! 
Recupero del ruolo (perduto)degli architetti! 
Professori portatori di speranze! 
Contributi stranieri! 
E grande teoria della rivista “ABC”! 
Lecurb e il primo CIAM a La Sarraz! 
…una resistenza spezzata… 
“Stile della Landi” e “architettura oggettiva”… 
s’innesta il Movimento Moderno come 
prassi maggioritaria in spazialità svizzera. 
Il razionalismo ticinese si consolida nel dar forma nel luogo, costruire nel contesto come in opposizione… 
la contrarietà di fondare il luogo con la forma 
sino a divenire tendenza… 
sino ad arrivare 
ai nipoti della nuova architettura… 
che rilanciano il dettaglio in costruzione e trasparenza 
oltre all’apertura dello spazio 
A conclusione si possono sforbiciare alcune frasi: 
“…In svizzera la tanto evocata nuova semplicità 
non è quasi mai un fine a se stesso, ma una conseguenza logica di altri propositi progettuali: 
non è uno scopo prioritario ma il risultato di un processo che con una costante riduzione fa vibrare efficacemente forme materiali. In quest’ottica il meno significa più la riduzione non è penosa rinuncia, bensì guadagno in termini sensoriali… 
costruire è considerato un atto sensuale… 
Gli Architetti sono esteti e artisti della costruzione, vicini agli artisti figurativi, e a mò di alchimisti ottengono dai materiali poveri soluzioni altamente estetizzate. 
Il campo di tensione fra materializzazione e smaterializzazione di forme, superfici e spazi è divenuto la nuova costante ….”del fare 
Ma con gioia sia di sperimentare e sia di giocherellare “ crediamo –dicono H&M- che l’architettura possa creare un clima simile a quello di un film o di un libro. Essa è un medium che nell’essere umano suscita emozioni… non suscita storie che abbiano carattere narrativo, ma atmosfere piuttosto dirette”…con forme e materiali non arroccandosi più ai piani del linguaggio ma entrando a piene mani nel polisegnico mondo della comunicazione…questo libro ci condensa un passaggio, una storia…anche sofferta ma che gli eredi sanno custodire … 
Da Hotz a Herzog & Meuron e Zumthor rinnovano in ultimo la riscoperta primordiale dei suoni nello spazio, gli odori, le rifrangenze…non l’architettura del pieno e del vuoto ma un’architettura delle emozioni dei sensi nella riappropriazione dell’arcaico sapere del e nel riconoscere la spazialità…sentirla ancora prima di capirla…!!! 
Questo spaccato d’esperienza tutta la Svizzera è una delle campionature del percorso attraverso il nostro finesecolo… 
B.D.B.