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Caro MARCO CIARLO
caro Marco
sarebbe lungo e noioso giustificarmi e spiegare perché sia rimasto intrappolato,
in vicende non volute, proprio per il giorno che si discute del tuo lavoro al castello
preferisco scriverti non posso.
Non posso essere li vicino a Millesimo in Roccavignale.
E consumare le righe che mi sono permesse col riempirle di qualche parola -
che, se vorrai, potrai leggere in pubblico o… farle recitare.
Questo lavoro, che si inaugura oggi, può essere letto in diversi modi,
certamente attraverso angolazioni di sentimenti ed emozioni ,
che è tipico del fare di Ciarlo.
Presentando un altro suo progetto, ormai consolidato nel panorama delle novità, in una rivista online ARCH'IT sostenevo che l'architettura di Marco ha qualcosa di essenziale, "Il progetto della piazza dei Marinai, già costruita da tre anni, nella località balneare di Borghetto S. Spirito in provincia di Savona ai confini de l ’impero, costituisce il quadro a questa cornice…
Uno spazio vissuto, vivibile, fatto di semplici elementi…due file di ombraderi che fiancheggiano
la spianata a pavimento riquadrato…
Alla fine uno spazio silente, indicibile e straordinariamente misurato, pulito.
Senza eccessi di forme e gesti.
Guardando attentamente si può scorgere la purezza
asciugata da l’economia e ridonata in forma di dignità.
L’essenziale minimalismo , alcuni segni tecnologici in prima battuta mi ricordavano
alcune sistemazioni di Costantino Dardi a Venezia ma anche il Mercato dei Fiori a Pescia
del Savioli sono immagini solarizzate sovrapposte , sfocate.
Vedendolo, vivendolo questo spazio si capisce nel suo mistero
non ha racconto e non può averlo
è solo fruibile, tutto concorre a definirlo
la luce e l’ombra (come per la piazza di Sant a Barcellona)
ma anche il vento ed il mare.
Questa architettura del vuoto entra in armonia
col vissuto e ne vuole fare parte…
in questo il progetto-opera diventa rappresentazione
della vita con semplici definizioni che quadrano
l’orizzonte ed uno spazio collettivo.
In questa realizzazione credo sia espresso il programma
poetico futuro di Ciarlo… "
Così anche questo spazio in cui ci troviamo e vi ritrovate
la giustezza del segno concorre a purificare ogni superflua
aggiunta.
Qui in questo luogo si ripercorre idealmente, con rimandi e citazioni,
le orme da Scarpa ad Albini ,ma rimuove attraverso il vano scala,
tutta la tradizione…
tra recupero e restauro di castelli od opere fortilizie ed allora in fila s'intravedono
Sanpaolesi, Dezzi Bardeschi, Natalini, De Carlo, Carmassi….
dove il ruolo della scala che si libra nel vuoto
diventa centrale al cuore del progetto…
ma direi di più qui
non diventa segno isolato , c'è e avviene una continuità
di suolo modificato dalla rampa al piano inclinato
alla soglia sino al tetto…al cielo
questo filo continuo fatto di suggestioni ,che,
reazione a catena
sottolineano nell'esperienza vissuta
un senso di dimensione poetica…della dimora.
In questo sottile filo la scuola genovese emerge
nella sua austera vena di dare segno nella poetica della ragione, attraverso un teso sguardo al già costruito
tanto da renderlo in se progetto stesso…
Se vogliamo ritrovare un segnale di respiro nell’architettura italiana bisogna cambiare sguardo…
non guardare lo straordinario meraviglioso inatteso od altro con la tensione emotiva dell’esotico
e di altre mirabolanti invenzioni tecnologiche.
Ci sono le premesse, i segnali precisi di spostamenti
d' orizzonte e d’interessi per una ripresa, in una
dimensione quieta, dove la provincia riscatta il suo equilibrio ed il suo passo misurato.
Maggiani direbbe la riscoperta della vita vissuta, quella del quotidiano…dove l’elemento dirompente
è la coerenza dei segni brevi nel paesaggio.
Questo sguardo sulla penisola a grana fine permette di cogliere le differenze, i piccoli scarti, fuori
dall’omologazione dello stile, della lingua …dove dialetti e scuole si riscoprono in una campionatura
di sfumate situazioni…
L’eccezionale serve per biennali & triennali ed altre manifestazioni dove l’orgoglio s’identifica
con la monografia e non certo per il territorio…
Complimenti a Ciarlo per questa nuova opera
fatta di equilibri di silenzi
un’architettura del vento
che credo farà presto lustro sulla prestigiosa rivista
CASABELLA.
Complimenti anche al prof. Paolo Stringa che nella sua
profonda competenza di urbanista ed esploratore di territori
renderà chiaro l'intervento.
Saluto e ringrazio gli amici della Soprintendenza che finalmente
saranno felici di un buon intervento…
Saluto tutti voi in festa ed ormai piacevolmente ambientati.
BDB
Firenze
22 giugno 2000
RELAZIONE DI PROGETTO
Roccavignale, è una dispersione di più frazioni che dalla piana di Millesimo risalgono verso il Montezemolo in prossimità dello spartiacque tra Liguria e Piemonte in provincia di Savona.
Il Castello rappresenta in questo panorama la più arretrata roccaforte difensiva a protezione e controllo del territorio Val Bormidese lungo l’antica “Via del sale” di collegamento fra le due regioni.
La vicinanza strategica a Millesimo, sede amministrativa ed economica dell'Alta Valle, ne suggerisce un uso spiccatamente culturale e di rappresentanza. In particolare il castello si propone quale sito museale ed espositivo di lungo periodo sia di interesse artistico che scientifico andando, a completare in senso divulgativo la caratterizzazione di altri contenitori recuperati nell’ambito del progetto comunitario Leader
II, nella stessa area geografica.
Questo stralcio funzionale per il recupero del Castello si articola in tre tipi di interventi: il recupero del tracciato della rampa di accesso originale, l’allestimento di spazi all’interno della torre sud-est, la messa in sicurezza di alcune porzioni di paramento murario.
II percorso della rampa di accesso segue esattamente il tracciato dell'antica via di ingresso, ancora segnato da resti di muri in pietra e paramenti verticali; questo intervento rende finalmente accessibile e fruibile il castello rimasto per duecento anni isolato dal resto del territorio.
Il muro, realizzato con il pietrame rinvenuto in sito ed il nuovo ponticello in ferro e legno, studiato per superare il vuoto lasciato dall'antico ponte 1evatoio, segnano la via che permette un comodo accesso al complesso.
Oltre il piano calpestabile diviene parapetto una leggera ringhiera metallica con punti luce integrati a illuminare tutto il tracciato.
La torre sud-est, già restaurata a livello murario dalla Soprintendenza negli anni ottanta, diventa il primo elemento del castello al cui interno si collocano spazi
museali.
Il progetto propone la realizzazione del soppalco intermedio alla quota originale realizzato con orditura portante in ferro composta da quattro travi incastrate nel paramento murario esistente, consentendo al piano calpestabile un distacco dal muro perimetrale, lasciando così inalterato l’interno della torre conducendo così il visitatore ad un dialogo “tattile” con la muratura
medioreviewe.
Questo nuovo piano offre la possibilità di affacciarsi dalle due grandi finestre dalla torre e di ammirare da nuovi punti di vista il cortile interno e le parti superiori del castello.
L'inserimento della scala circolare in posizione centrale realizzata in ferro trafilato raccordato da nottoli e brugole a testa fresata appesa con quattro tiranti alle travi del solaio, per le sue caratteristiche tecnico costruttive, permette la percezione dell'intera altezza della torre e la visione della grande volta di copertura in mattoni già dalla passerella d’ingresso.
I serramenti in ferro trafilato ottenuti dall’assemblaggio di piatti di sezioni ridotte lasciano visibile dall’esterno il solo cristallo di chiusura e consentono la lettura corretta delle ampie arcate in cotto. Il grande cancello realizzato in ferro intrecciato copia l’arco acuto che segna l’accesso all’interno della fortezza, sia alla torre-museo che all’ampio cortile centrale destinato allo svolgimento delle manifestazioni e degli spettacoli all’aperto.
Le pavimentazioni interne sono realizzate in battuto di cemento con particolare additivazione di ossidi per ottenere la tonalità cromatica adeguata.
La passerella aerea dell’ingresso e gli scalini sono realizzati come vassoi metallici centinati armati e gettati con la stessa malta dei pavimenti.
II sistema di illuminazione del piano terra è totalmente integrato nel soffitto e garantisce la possibilità di variare gli effetti luminosi permettendo di mettere in evidenza il paramento murario o particolari punti ed oggetti esposti nella torre. Uno speciale corpo illuminante sospeso a 4 cavi di acciaio è installato al livello superiore per illuminare la volta in mattoni e il vuoto centrale della scala in ferro; l'apparecchio è formato da due corpi distinti con finitura in grigio che evidenziano la struttura ed i volumi della volta senza interferire con l'illuminazione della zona espositiva sottostante.
Un faretto alogeno evidenzia invece, posto sulla verticale del suo fascio, la scala sottostante. Particolari "totem" in acciaio permettono l'esposizione delle opere: queste ultime sono illuminate singolarmente per mezzo di corpi illuminanti speciali, costituiti da pura struttura, come lo è la rocca stessa: il corpo illuminante, realizzato in ottone naturale, composto da un doppio punto luce, dotato di braccio telescopico, è fissato alla sommità dei "totem" stessi e consente la perfetta valorizzazione delle opere esposte.
Comune di Roccavignale
Provincia di Savona
PROGETTO PER IL CONSOLIDAMENTO STATICO E
PER IL RECUPERO FUNZIONALE DEL
CASTELLO DI ROCCAVIGNALE
Scheda tecnica
Progetto e direzione lavori
arch. Marco Ciarlo
collaboratori
arch. Fabrizio Melano
arch. Giampiero Negro
strutture
ing. Enzo Galliano
Soprintendenza ai Beni Storici ed Architettonici della Regione Liguria
arch. Luigi Amato
arch. Maria Di Dio
arch. Rossella Scunza
committente
Comune di Roccavignale
impresa costruttrice
Formento Filippo Carlo - Finale Ligure SV
Strutture in acciaio
Pino Olgiati - Fidenza PR
illuminazione
Francesco Papalia - Albenga SV
ViaBizzuno - Bologna
localizzazione
località Camponuovo - Comune di Roccavignale
progetto
1997
realizzazione
1998-1999
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