TEATRO
....boccascena tenebrosa,
boccacesca platea,
camerini egizi, odorpolverosi palchi e
scricchiolantebuca d'orchestra...
ovvero
pochi spazi funzionali
che generano l'illusione dell'edificio delle
apparenze...
la macchina virtuale della rappresentazione di
se"
dietro le scene
magia!
tema collettivo assoluto
come specchio della vita...
tragico, comico e commedia
I modelli spaziali rimangono ancorati alla
tradizione
poche varianti attorno al teatro
all'italiana
scatola magica
Aldo Rossi con il Carlo Felice a Genova
('83/'89),
Adolfo Natalini con la Compagnia a Firenze (
'84 /'87)
e
Marco Zanuso con il Piccolo di Milano('82/'84)
questi contengono
innovazioni
di senso
nel destinare materiali lapidei o laterizi
a vista
nell'interno ...abbandonando lo stucco
e il rinzaffo ricamato
sostituito da una messa in scena "urbana"...
remember Palladio.
Tentativi formali (Gardella a Vicenza
('79/"80)) e
sostanziali (Monestiroli e/o Zoeggeler a Udine
('74))
,nella mescolanza dei contrari,
costituiscono assieme ai precedenti la ricerca
in Italia attorno al tema
definendo il tempo.
E' con due concorsi d'idee sul teatro
(Udine ('74) e Rimini ('85)
che si pongono
tra metamorfosi e disorientamento
con coordinate tra tradizione e innovazione poi
altre vie e sentieri si sono tracciati
come
rivisitazioni tipologiche su modelli
al limite (sala rotonda) dal Laboratorio 'DS'
(Pescara '81) a Umberto Trame (Pordenone
'95/'96)
come
sperimentazioni dalle scenografie urbane
sempre
del
Laboratorio 'DS' nel '79 e poi a seguito
Franz Prati (Genova('80) e Roma('84/'85)) ,
riprese da Anselmi per Chambéry ('82) ,
agli spazi teatrali di
Francesco Venezia
nell'acchiappaluce
(Salemi ('85/'87) e Gibellina ('90).
và ricordata l'estate romana sotto il segno
dell'effimero,
(1978)
governata da Nicolini,
dove
il teatro di strada e il treatro italiano popolare
si fondevano nella festa dell' urbanità..
al seguito delle feste
Franco Purini qui poté radicare il suo
teatro scientifico
ed altri artifici dai quali l'idea di teatro
si
espanse nella rappresentazione della vita
come
sosteneva il teorico
Moreno in MARCATRE'.
Nell'immaginario collettivo non è più
il tipo o tema collettivo del teatro che si
radicalizza nell'edificio come riferimento
ma evento in sé
consumabile come in una festa della
ricorrenza.
Riscoperta e poi abbandono rincorrono
come vestali
l'idea stessa del rinnovamento....
Ma partendo dall'essenza ...perciò
dalla sua rappresentazione
prima con il teatro tenda ; da Vittorio Gasman
a Paolo Rossi;..
poi con Luca Ronconi e la vertigine dei nuovi
spazi deputati
sino ad arrivare a Dario Fo dove
lo spazio è il corpo e la scena stessa
alle sperimentazioni sui margini
tra favola e fumetto nel finto bizzantino
di Lele Luzzati,
si
rimettono in luce
nuovi artifi dello spettacolo
Il rapporto tra architettura e narrazione
diventa più forte..e .ne diviene l'arredo
stesso...
ma
la strepitosa comparsa
di Bob Wilson
sulle scene con
il dare rilievo all'oggetto
nel
ruolo di soggetto
e dove allora il mondo delle cose che si
animano
rievocano
la
straordinaria invenzione
del
rossiano
"TEATRO DEL MONDO"
1979
vera
immagine effimera
del
nostro tempo.
finesecolo
B.D.B. .