PAESAGGI 

STANZE 
rubrica 
di 
BRUNETTO DE BATTE' 

nono numero


 

CINQUE+UNO
Di loro se ne parlerà…
Un gruppo nato attorno a Enrico D. Bona come collaboratori e l’I.L.A.U.D. il loro debutto si raccoglie in un catalogo edito nel ‘98 dalla JoshuaArchitettura approntato per la convenienza della mostra a Parigi dei loro lavori …
Il catalogo , di taglio SMLXL figurativo a prima vista, esprime la gioia e la freschezza del fare con il mestiere nella dimensione 
di un superamento attraverso uno sguardo disincantato filtrato ad una
visione ad apertura internazionale; ciò avveniva anche in un altro catalogo del ‘94.( stessa casa editrice) al nome “…A carnevale anche i grattacieli ballano” dove la lettura a più mani di New York veniva resa per frammenti in un caleidoscopio di emozioni oscillanti tra la gag e la rimozione di memorie…
Attivi partecipanti a concorsi, anche come consulenti a quelli riservati
per gli  studenti… che hanno reso i corsi di E. D. Bona (il guru) un caso interessante di una didattica sperimentale ottenendo ogni fine anno accademico diversi premi e riconoscimenti.
“Fin qui tutto bene” dice  il titolo del catalogo Italo-francese…
e da quel periodo in breve i 5 + 1 hanno fatto passi e balzi…
Fautori di spazi aperti e vincitori di concorsi, con rapporti professionali e seminariali con Rudy Ricciotti, Yves Nascher,  Arnod&Herault…   dopo cinque cantieri e dopo un tur europeo di mostre personali e collettive approdano a Savona con un’opera che raccoglie il senso programmatico del gruppo.

Nel ’97 vengono incaricati con l’Agence Chaix  Morel di Parigi da S.P.E.S. SpA Savona – Società di promozione degli Enti Savonesi per l’Università – per la stesura del progetto preliminare, definitivo, esecutivo relativo alla riconversione, delle aree della Caserma Bligny   sita nella zona levante della città capoluogo, in un nuovo Centro polifunzionale per le risorse produttive e per la formazione  avanzata.. ora è li costruita (primo lotto disarmato) a manifesto di una premiata ditta.(a lato frammenti di relazione accompagnano gli altri progetti)

Qui il recupero viene  inteso come energia potenziale economica del progetto ma innestato e rimesso in gioco con il programma “figurativo”…
Direi che uno dei presupposti informatori della strategia –che diviene
metodo in quasi tutti i progetti- è la “STRATIFICAZIONE” che nel
merito s’identifica nel porre un tetto brisè soleil e da un pavimento a zattera che trattiene a sandwich le preesistenze, ma  costituisce anche la definizione dei temi del SUOLO, dell’ORIZZONTE e del CIELO.
L’idea chiara di ricostituire in virtuale le geometrie dei capannoni tende a smaterializzare i corpi compatti rendendo un senso di  apertura e leggerezza   agli edifici…
Per i 5 + 1 il suolo è sempre superficie sonora,  la scelta dei materiali – certe volte anche se estremamente economici – tendono a restituire uno spazio amplificato dalle differenti risonanze ed in questo caso il tavolato industriale …sospeso… realizza anche memorie di pontili marini …che si lega ad un altro presupposto progettuale della SOSPENSIONE certe volte resa dalla luce radente che “solleva” l’appoggio…
Un cielo a strisce dove “GIORNO & NOTTE” alimentano il gioco delle differenze e gli oggetti soggetti invertono i ruoli nella dinamica delle relazioni..   insomma un’architettura a flash di luoghi e situazioni, un’opera che presenta  frammenti di soluzioni, come una rappresentazione a pieno schermo cinematografico a campo lungo che permette di cogliere diverse scene.
L’architettura dei 5 + 1 ha molto a che fare con i FILM, spezzoni, messe a fuoco, citazioni , sfocature… EFFETTO NOTTE… e a che fare con le dinamiche percettive traguardate dai finestrini delle auto …
sulle sorprese emotive generate a ripetizione…una architettura colta
e liberata dalle oscure relazioni regionalistiche, solare e chiara a prima lettura anche nelle semplici tecnologie
Il progetto per il nuovo campus di formazione avanzata, prevede la ristrutturazione di tutti gli edifici all’interno dell’area della ex caserma Bligny a Savona come sostengono gli stessi autori....

L’opera, si diceva, riassume in se il manifesto teorico di un fare strategico giocoso nella contemporaneità , progetti che forgiano spazi semplici compresibili e di piacevole percezione…ma soprattutto sequenze come partiture di un set…restituito mirabilmente dalle fotografie qui accanto di Ernesta Caviola…
inquadrature ...che rimettono in gioco la complessità delle relazioni
ma essenzialmente generano la reazione a catena , mentre si esplora la “trama”, di sensazioni esclusive  trasparenze dove si raccoglie il ritmo
del progetto.
BDB
 

Centro di formazione avanzata, ex caserma Bligny
luogo: Legino, Savona
 

cliente:
SPES scpa
progettisti:
5+1 associati, genova
Chaix & Morel, parigi
programma:
6 edifici per la formazione
biblioteca-mediateca
centro di formazione avanzata
2 edifici per laboratori
1 edificio per residenze
superficie totale: 
mq 25.000
costi:
primo lotto: 11 MLD lire
secondo lotto: 12 MLD lire
terzo lotto: 12 MLD lire
calendario:
progetto: 
settembre-dicembre 1997
primo lotto: 
novembre 1999
secondo lotto: 
dicembre 2000
terzo lotto: 
novembre 2001

Il progetto per il nuovo campus di formazione avanzata, prevede la ristrutturazione di tutti gli edifici all’interno dell’area dell’ ex caserma Bligny a Savona.
E’ stato realizzato il primo lotto di lavori: palazzina ovest destinata ai corsi di formazione ed insediamenti di pmi, e la biblioteca-mediateca all’interno dell’ex mensa.
 L’obiettivo del progetto é stato quello di trasformare, in termini di funzionalità e di caratteristiche spaziali e psicologiche, un complesso di edifici pensato per la rigida educazione militare in un complesso caratterizzato da:
 - apertura reale e simbolica con i tessuto urbano del quartiere: un luogo della formazione deve interagire attivamente con il mondo produttivo e culturale cittadino.
 - valorizzazione delle caratteristiche naturali del luogo in rapporto alla nuova funzione: attraverso ampie aperture vetrate protette da un tetto-brise soleil che copre tutti gli edifici del campus, la ricchissima vegetazione entra in quelli che erano opachi e sordi edifici, trasformandoli in luoghi di attività e di scambio.
 - valorizzazione degli spazi aperti: un campus universitario e per la formazione é anche luogo di creatività e imprevedibilità; la accurata progettazione degli spazi aperti come elementi di connessione tra gli edifici, attraverso la definizione di territori per lo sport, la quiete, gli spettacoli all’aperto, l’incontro, diviene elemento di progetto complementare e di pari importanza rispetto agli edifici stessi.


adaagenzia di architettura
paola arbocò
pierluigi feltri
alfonso femìa
gianluca peluffo
maurizio vallino

5+1architettiassociati
collaboratori al 2000:
simonetta cenci
marinella maggi
emma ruggieri
luca bonsignorio
pietro bruzzone
andrea capurro 
dahlia de macina
enrico martino
francesca ameglio
serena breschi
laura devoti
andrea di mauro
stefano fragola
gabriele maria pulselli 
sara traverso

collaboratori dal 1995:
antonio lagorio (associato fino al 1998)
fabiola minas
francesca muzio
luca petrucci
nicoletta piersantelli
raffaella pirrello
stefano scorza
sergio tani
cristina troilo
 
 
 

e-mail: cinquepiuuno@tin.it

Piazza Sant’Antonio
Sestri Levante
cliente:
Comune di Sestri Levante
progettisti:
5+1 associati, genova 
prof.arch. E.D. Bona, milano
programma:
nuovo sistema del traffico
da PUT
nuovo sistema
di illuminazione,
verde e di arredo
superficie di progetto:
2600 mq
costi:
618ML lire
calendario:
progetto preliminare:
marzo 1996
definitivo ed esecutivo:
agosto 1996
inizio lavori: aprile 1998
fine lavori: giugno 1999
 
Il progetto di piazza Sant’Antonio si inserisce in una ricerca progettuale più ampia sugli spazi pubblici della città di Sestri Levante, nell’ambito di una convenzione di ricerca tra l’Istituto di Progettazione Architettonica della Facoltà di Architettura di Genova ed il Comune di Sestri Levante.
Piazza Sant’Antonio insieme a piazza della Repubblica costituisce la testa dell’area pedonale a mare.
Il progetto si compone di pochi elementi: il ridisegno della pavimentazione, un nuovo sistema di illuminazione, del verde e dell’arredo nel quale gli elementi sono utilizzati non più solo come stereotipo dell’abbellimento della piazza, ma come colore, cangiante al variare delle stagioni, profumo, tattilità di superfici diverse.
Il legno di alcune parti di calpestio, le cordolature dei marciapiedi e, addirittura, la segnaletica stradale orizzontale, soprattutto in queste situazioni dove la velocità dei mezzi deve essere contenuta, può essere ripensata diventando essa stessa parte dell’arredo.
Il cerchio è l’immagine sulla quale si sviluppa il progetto. Il nuovo sistema di illuminazione e la rotatoria convessa di materiale autopulente e riflettente alla luce (maiolica) costituiscono la figura che ridà ordine all’eterogeneità degli episodi ai margini della piazza (giardini, asse commerciale, chiesa) l’elemento di protezione per lo spazio del sagrato degradante dal centro della piazza verso i lati della stessa rotatoria.
 

Viale Dante
Sestri Levante
cliente:
Comune di Sestri Levante
progettisti:
5+1 associati, genova 
prof.arch. E.D. Bona, milano
programma:
nuovo sistema del traffico 
da PUT
nuovo sistema 
di illuminazione,
verde e di arredo
superficie di progetto: 
2600 mq
costi: 
443 ML lire
calendario:
progetto preliminare: 
marzo 1996
definitivo ed esecutivo: 
dicembre 1997
inizio lavori: aprile 1998
fine lavori: giugno 1999
 

Come piazza Sant'Antonio, il progetto di viale Dante si inserisce in una ricerca progettuale più ampia sugli spazi pubblici della città di Sestri Levante, svolta con il prof. arch. Enrico D. Bona  nell'ambito di una convenzione di ricerca tra l'Istituto di Progettazione Architettonica della Facoltà di Architettura di Genova ed il Comune di Sestri Levante.
Il progetto opera sia sull'area/territorio della macchina che su quella del pedone, al fine di:
- potenziare il sistema dei parcheggi sul lato nord di viale Dante, con un disegno a lisca di pesce (da 30 a 60 posti), recuperando i posti auto di Largo Colombo, che diventa una nuova area pedonale.
- sviluppare assimetricamente il percorso pedonale sul lato sud con un sistema alternato di alberi (prunus cerasifera) e corpi illuminanti a luce indiretta, secondo un ritmo crescente verso piazza della Repubblica.
Sono stati utilizzati insieme al legno, materiali di tipo industriale, durevoli e sicuri come altri più preziosi, ma ormai al di sopra delle possibilità economiche del nostro tempo. 
Ciò ha permesso che il progetto di viale Dante entrasse a far parte di un processo di riorganizzazione più ampio, che coinvolge tutto il centro urbano di Sestri Levante.


Piazza Assunta e via Genova
Celle Ligure
cliente:
Comune di Celle Ligure
progettisti:
5+1 associati, genova 
rudy ricciotti, bandol
programma:
sistemazione di piazza Assunta
e via Genova, 
nuovo sistema di illuminazione,
nuovo sistema del verde e arredo
costi:
900.000.000 Lit.
calendario:
progetto: 1997
lavori: in corso 
Da uno studio sul fronte a mare si è evidenziata come l’area dei piani di Celle Ligure sia strategica per la trasformazione della città e di notevole potenzialità per diversi aspetti, quali ad esempio la continuità della passeggiata e l’identità urbana e turistica.
I Piani di Celle, che nel complesso non presentano problemi di degrado urbano, carenza di servizi o inquinamento, evidenziano la necessità di un «centro», luogo dell’identità e della immagine urbana nel quale i cittadini si riconoscano e un elemento di connessione con la passeggiata a mare, in questo momento isolata dalla presenza della Aurelia.
In piazza dell’Assunta non c’é definizione dei limiti: lo spazio dei dehors che caratterizza la piazza è delimitato da elementi confusi e casuali, fioriere, staccionate. Quello della definizione dei rispettivi territori di auto e pedoni è il tema sul quale il progetto interviene, operando nella ridefinizione del disegno delle aree e dei tipi si sosta e dei materiali utilizzati.
Si è trattato di sfruttare il potenziale del luogo definendo con attenzione il territorio del pedone, ad esempo pavimentando con un materiale sul quale i veicoli siano intrusi e da questi proteggerlo, accompagnarlo fino alla passeggiata, dove si propone uno sbocco a via Genova, trovandole una testa sulla passeggiata e una visuale prospettica verso il mare.

Passeggiata dele Fornaci
Savona
cliente:
Comune di Savona
progettisti:
5+1 associati, genova 
ing. Fabrizio Feltri
arch. Susanna Feltri
arch. Marta Sperati
programma:
mautenzione straordinaria
della passeggiata di 
Corso Vittorio Veneto
sviluppo del progetto: 1 Km
costi: 1.3 MLD lire
calendario:
progetto: 1996/98
cantiere:1997/98
I principi che sono stati utilizzati come traccia per guidare il progetto possono così sintetizzarsi:
- continuità della linea di passeggiata;
Per le vicende che hanno caratterizzato la storia urbana di questa parte di città, la linea di costa non é percorribile a piedi con continuità. 
Un sistema di passerelle e pedane con struttura ed impalcato in legno lamellare aggirano e sorvolano le interruzioni coinvolgendo in modo attivo la spiaggia nel processo di riqualficazione dell‘area.
- linee visuali continue e discontinue;
Si è cercato di non avere mai prospettive all’infinito, piani orizzontali troppo estesi, ma continui scarti laterali, anche di breve lunghezza, e continui cambi di pendenza o di piano, per costringere il pedone a girarsi, a fare esperienza dell’ambiente in cui si sta muovendo.
- il verde;
Fortemente presente nel settore est il verde è stato ridisegnato tenendo presente l’esistente. Alla casualità con cui erano state piantate le essenze nel passato si contrappone il disegno regolare della nuova sistemazione. La zona ludica è stata fortemente potenziata con l’arrampicata libera e lo skateboard, estendendo così il raggio di interesse anche ai giovani.
- visibilità dalle autovetture;
Lo stimolo a frequentare il luogo nasce anche dalla visione che se ne ha dall’autovettura.  
Dalla strada ci si deve proteggere ma si  deve consentire di scorgere e comprendere, attraverso passaggi mirati, la complessità e l’interesse del luogo. La disposizione delle autovetture in sosta è stata ripensata in virtù di queste esigenze: non più parcheggio indiscriminato lungo tutta la banchina, ma, attraverso un ridisegno delle sezioni disponibili per i pedoni e le vetture, sosta a pettine in aree limitate, mantenendone comunque invariata la quantità.
- meglio il mare;
Il nuovo progetto riorienta il sistema dalla città al mare, dall’artificiale al naturale, scendendo, dove possibile, a livello spiaggia o alzandosi in posizione panoramiche.
- reversibilità degli interventi;
Tale caratteristica riguarda soprattutto i lavori che si sono previsti a livello spiaggia dove la leggerezza delle strutture, il montaggio a secco di elementi modulari, l’uso di materiali naturali e la non modificazione degli elementi di protezione esistenti ha consentito di variare in modo sostanziale, ma con minime trasformazioni, il tracciato dei percorsi.