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BARCELONA
OGGI
Oggi
Barcellona conserva molto del piano Cerdà. Guardando una planimetria
della città si nota subito il brillante modo con cui Cerdà ha unito la
vecchia città di Barcellona con Gracia.
Tra le strade che rispecchiano il piano, la Diagonal ( solo una delle
due che Cerdà aveva tracciato sul suo piano ) taglia la città da
nord-ovest a sud-est, la granvia de les Corts Catalanes, taglia la città
da est a ovest.
Uno dei punti nevralgici della città è la "Plaza de
Cataluna", essa si trova proprio al confine con la vecchia città;
è il nucleo di di una metropoli di oltre 60 chilometri quadrati e con
più di due milioni di abitanti; è un importante luogo d'unione tra il
quartiere antico e quello moderno della città; in essa sboccano nove delle vie più trafficate
della città: la Rambla, che taglia in perpendicolare la città vecchia,
la Rambla de Cataluna, il Paseo de Gracia, detto così perchè era la
strada principale che conduceva a Gracia, la Ronda de la Universidad, la
Ronda de San Pedro, la Avenida Puerta del Angel, e le vie Pelayo,
Vergara e Fontanela.
La "Rambla", questo dinamico e popolare viale, sorse quando si
costruì un ampio viale sul vecchio torrente che una volta ivi aveva
avuto il suo letto, scorrendo verso il mare, con lo stesso percorso, cioè
"ramla", secondo il nome datogli dagli arabi da cui si suppone
derivi quello attuale di "rambla".
Sempre da Las Ramblas si accede alla Plaza Real, ispirata ai centri
urbani francesi del periodo napoleonico, di stile neoclassico. Le
slanciate palme, i giardini e la fontana centrale, fiancheggiata dai
lampioni disegnati da Gaudì, e l'equilibrato quadrilatero della Plaza Real rendono la piazza un luogo ammirevole.
A sud dell'antica città si trova la piazza della " Puerta de la
Paz" (nella quale si innalza il monumento a Cristoforo Colombo),
alla quale affluiscono le Ramblas e da essa si stacca, verso ovest
l'Avinguda Parallel, tracciata in esatta corrispondenza del 39°
parallelo, prevista da Cerdà come un ulteriore strada diagonale, a
ridosso della collina, che segnasse il limite ovest della città.
La larga strada, progettata da Cerdà, che dal porto saliva in
verticale, tangente ad est alla vecchia città, verso nord ( cioè verso
Gracia), è oggi il Paseo de San Juan, denominato così fino all'arco di
Trionfo (che fu ingresso principale dell'Esposizione Universale del
1888).
Proseguendo verso sud, per lo stesso viale, detto "Salon de Victor
Pradera", si giunge all'enorme "Parque de la Ciudadela",
costruito verso la fine del secolo scorso sui terreni che aveva occupato
l'enorme fortezza de la Ciudadela. Il parco fu notevolmente ampliato e
spostato verso sud, rispetto a quello disegnato da Cerdà. A questo fine il
terreno occupato dall'antico quartiere della "Ribera", fu
completamente raso al suolo.
L'enorme parco occupa oggi circa 25 lotti di Cerdà ed è attorniato dal
"Paseo de Circunvalacion".
Ma il vero settore della città che rispecchia il Piano Cerdà in tutti
i particolari, è quello compreso tra la vecchia città e il sobborgo di
Gracia; esso è detto appunto "El Ensanche" ( l'allargamento
). Sotto questo nome si conosce, fin dalle sue origini tra il 1860 e il
1870, quella parte di Barcellona che oggi comprende oltre un terzo dell'area
urbana, risultante dalla demolizione delle mura e dall'ampliamento del
centro urbano fino a raggiungere i paesetti limitrofi oggi chiamati:
Sants, San Gervasio; Sarria e Les Corts. Questi paesi furono poi assorbiti dalla grande Barcellona, che oggi è in via di estendersi più
in là ancora.
L'aspetto della città cambia, dunque, a partire dalla Plaza de
Cataluna. Il Paseo de Gracia, un grande viale largo 60 m., è la strada più larga
dell'Ensanche, ed è proprio quella che lo divide in due parti, cioè:
le " Derecha e Izquierda del Ensanche".
La Diagonal è senza dubbio la principale arteria cittadina, essa
congiunge due punti nevralgici di Barcellona che sono: la Plaza Glories
Catalanes e la Plaza de Francese Macia.
Proseguendo per la Calle de Provenza e, passato il monumento a Mosen
Cinto Verdaguer, incontreremo il tempio della Sagrada Familia, situato
tra la Calle de Mallorca, Calle de Cerdena e Calle de Marina.
- da "Teoria
generale dell'urbanizzazione"di Ildefonso Cerdá 1867 a
cura di Antonio
Lopez de Aberasturi
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